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venerdì, Giugno 5, 2026

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 80

N. 3 MAG - GIU 2026

Patrizia Lionello, la “signora dei serramentia”: a Nichelino, da 20 anni, leader nell’alluminio

Costruzione e posa certificata; il figlio Stefano guida l’azienda di famiglia verso il futuro

Da vent’anni a questa parte, Patrizia Lionello è la “signora dei serramenti” nella zona a sud di Torino. È titolare insieme al marito e ai figli della Stil Serramenti Snc, una piccola azienda specializzata nella costruzione e posa di serramenti che opera sul confine tra Moncalieri e Nichelino, dove l’azienda ha la sua sede commerciale dal 2020 e che prima ancora era a Torino, in corso Sebastopoli. L’azienda nasce come società nel 2006, ereditando la lunga esperienza professionale di Giuseppe Stivelli, il marito di Patrizia, ma suo è sempre stato il volto commerciale dell’attività: lei cura l’accoglienza dei clienti, propone i prodotti più adatti al tipo di immobile e cura il post-vendita, con la gestione delle pratiche per le detrazioni fiscali.

A Patrizia si affianca Stefano Stivelli, 41 anni, uno dei tre figli, che si occupa della posa certificata dei serramenti e in parte della selezione dei fornitori, ma è anche la mente che sta proiettando l’azienda di famiglia nel futuro. Patrizia e Giuseppe hanno altri due figli: Mattia che ha appena avuto a sua volta un figlio ed è temporaneamente inattivo in azienda ed Ester che lavora per conto suo, in un altro ambito professionale. L’azienda opera sin dalla sua fondazione nella produzione e posa di serramenti in alluminio: questo è sempre stato il suo punto di forza. Giuseppe, oggi in pensione ma ancora attivo in azienda, aveva iniziato a muovere i primi passi nel settore a Moncalieri, come apprendista, all’età di 15 anni, proseguendo poi come lavoratore autonomo. “Oggi all’alluminio abbiamo aggiunto tutti gli altri materiali richiesti dal mercato” spiega Patrizia: “Dal Pvc al legno-alluminio, al solo legno”.

Alla produzione e posa dei serramenti si sono inoltre affiancati l’installazione di portoncini blindati, tapparelle in alluminio e tende da sole, ma anche porte interne, tutti articoli di produttori prevalentemente piemontesi selezionati per la qualità dei materiali. Il laboratorio di produzione della Stil Serramenti è a Moncalieri, in via Kennedy: circa 250 mq, dove oltre al marito Giuseppe e al figlio Stefano lavora da tanti anni il dipendente Yaroslav, di origini ucraine. In via Cuneo, a Nichelino, esattamente sulla linea di confine con Moncalieri, c’è lo show room per l’accoglienza clienti dove lavora prevalentemente Patrizia: circa 60 metri quadri con due vetrine lato strada e tante piante ornamentali, uno spazio luminoso e ordinato dove sono esposti gli articoli campione, dalle porte interne ai serramenti, dalle persiane ai portoncini blindati.

“Lavoriamo soprattutto per una clientela privata e non solo in zona. Capita spesso, per esempio, che alcuni nostri clienti che hanno seconde case al mare o in montagna dopo essere stati serviti da noi per la prima casa ci affidino la sostituzione di infissi altrove”. Nel 2026, il 90% dei clienti sono privati e solo il 10% costruttori edili. Un segno dei tempi, ma anche della riorganizzazione in corso dell’azienda. “Negli anni passati lavoravamo circa al 70% con le aziende e solo per il 30% con i privati”. “E nei clienti privati rientrano anche i commercianti che ci chiedono la sostituzione delle vetrine, anche se sono una piccola percentuale del fatturato complessivo”. Tanti clienti sono persone anziane che abitano in un immobile da tanto tempo e che hanno bisogno di sostituire i vecchi serramenti. Prevalentemente sono coppie; pochi i single, ancora meno i giovani, “ma forse questo è un dato statistico più complessivo”.

Punti di forza, tanti per questa piccola azienda che ha piena consapevolezza anche dei propri limiti: “L’azienda comunica poco”, ammette Patrizia. “Abbiamo un sito web, ma non lo usiamo al massimo delle sue potenzialità – www.stilserramenti.it – e non siamo presenti sui canali social più in voga, come Facebook e Instagram”. Negli anni passati, l’azienda non ha avvertito l’esigenza di comunicare con i nuovi strumenti digitali: “Funzionava molto bene il passaparola tra i clienti. Poi c’è stata l’epoca dei bonus che ha fatto da traino. Dovevamo mandare via la gente perché non riuscivamo a star dietro alle commesse. Abbiamo anche lavorato molto bene per i cantieri, producendo serramenti per tanti condomini in costruzione”. Risultato: “Abbiamo vissuto di rendita per tanto tempo. Oggi il bonus 110 è stato superato, sulle prime case il risparmio fiscale è sceso al 50%, sulle seconde al 36% e tutto questo ha ridimensionato la voglia di spendere. Poi ci sono le nuove condizioni geopolitiche che creano panico e allarmismo tra i consumatori e anche questo non aiuta a favorire la sostituzione di un serramento. I privati posticipano la spesa, i nuovi cantieri rallentano e cresce la concorrenza nella sostituzione dei serramenti”. Patrizia non usa mezzi termini: “Siamo ormai alla lotta sul prezzo e questa non è una bella cosa, perché alla fine ci rimettiamo tutti. Molti clienti chiedono tanti preventivi in giro e tirano al ribasso per ottenere lo sconto. Il primo operatore che è disposto a scendere sul prezzo prende il cliente, ma a condizioni non vantaggiose e questo alla lunga non è sostenibile per nessuno. Per fortuna abbiamo una clientela di fiducia che sa come lavoriamo e che vuole stare tranquilla, ma sui nuovi clienti si combatte, è dura”. L’esperienza aiuta. Vero. “Perché produrre serramenti è un’arte” che ricorda quella del sarto. Spiega Patrizia: “I serramenti standard non esistono, cominciamo con lo sfatare un luogo comune. Tutti i serramenti vanno fatti su misura e questo richiede cura e competenza e noi abbiamo un laboratorio in cui possiamo rifinire ogni dettaglio. È questo il nostro punto di forza. Poi abbiamo la Marcatura Ce e offriamo il pacchetto completo al cliente, perché gestiamo interamente anche la pratica fiscale”.

Ai mutamenti rapidi, del mercato del serramento, l’azienda risponde con determinazione e strategia. “Oggi puntiamo a recuperare quote sul mercato privato, cercando di avvicinare clienti nuovi. Una delle strategie che stiamo iniziando a mettere in atto è quella di creare una rete con professionisti che operano a tutto tondo nel mondo delle costruzioni e della manutenzione degli immobili: dall’idraulico al muratore all’elettricista al decoratore. Stiamo muovendo i primi passi in questi mesi, partendo da una intuizione di mio figlio Stefano, con l’obiettivo di mettere a fattor comune i clienti di tutti i membri della rete che tra loro non sono concorrenti, ma potenziali partner. Abbiamo anche rafforzato i contatti con gli amministratori di condominio. I condomini sono dei nodi nevralgici. E poi ci sono gli studi professionali per i quali realizziamo, su progetto, serramenti su misura per i loro clienti per i quali stanno seguendo la ristrutturazione di un immobile”. Nella gara al prezzo più basso, il serramento in Pvc sta prendendo una fetta importante del mercato, perché ha un costo mediamente più basso rispetto a quello in alluminio e la qualità del prodotto sta migliorando: “I serramenti in Pvc in vendita oggi sono decisamente superiori a quelli che venivano installati anche solo cinque anni fa”. Oggi il legno-alluminio è richiesto dal 5% della clientela, l’80% vuole il Pvc e solo il 15% sceglie l’alluminio. Poi ovviamente ci sono i vincoli paesaggistici che, per esempio, nei centri storici impongono l’uso del legno, ma sono comunque quote marginali di mercato. E a scombussolare il mercato dei serramenti ci si sono messi anche i rincari delle materie prime che hanno duramente colpito il settore negli ultimi anni. “L’alluminio è aumentato almeno del 20%”, ma con la crisi petrolifera in atto è immaginabile una prossima lievitazione del costo del Pvc, un materiale peraltro problematico come evidenzia Patrizia: “Uno dei grandi problemi che dovremo gestire nei prossimi anni sarà il corretto smaltimento dei serramenti in Pvc, anche perché sono realizzati con materiali compositi – hanno all’interno barre di rinforzo in acciaio e poi ci sono le ferramenta – e comunque a differenza del legno e dell’alluminio si tratta di un materiale soggetto ad una trasformazione chimica nel corso del tempo”. È un problema serio che richiederà una risposta altrettanto seria, ma questo potrebbe anche aprire nuove opportunità di mercato. “Con l’alluminio i problemi non esistono”, dice Patrizia: “È un materiale riciclabile all’infinito e anche gli sfridi di lavorazione quando non sono riutilizzabili per altre produzioni – per esempio per le gelosie, magari riverniciandoli – vengono portati in fonderia e diventeranno nuove barre, pronte per la produzione”.

Prevalentemente attivo nella Città metropolitana di Torino, il team della Stil Serramenti non disdegna di lavorare in altre regioni: oltre alla vicina Liguria, l’azienda ha servito un proprio cliente a Pisa. Interventi a km zero? “Quelli più vicini – sorride – in via Pastrengo e in via Cuneo, qui tra Moncalieri e Nichelino”. Richieste difficili da parte dei clienti? “Qualche volta capita di ricevere da qualche nostro partner professionale la richiesta di progettazione di serramenti con specifiche tecnicamente non realizzabili. Di solito la risolviamo con una risata e cerchiamo di trovare una quadra, con la classica via di mezzo”. Interventi di particolare pregio degni di nota? “Abbiamo rifatto i serramenti di un bellissimo ristorante nel centro storico di Carmagnola nel 2024, un intervento complesso con serramenti centinati di grande formato. Ricordo anche con orgoglio una pergola bioclimatica in Liguria, a Sanremo, nel 2022. Stiamo inoltre ricevendo molte richieste di preventivo per le “vepa”, le vetrate panoramiche amovibili che chiudono spazi ampi all’aperto – come terrazzi, logge o porticati – e non necessitano di permessi edilizi, perché non sono strutturali e sono completamente trasparenti, per cui non hanno un impatto paesaggistico degno di nota. Ne abbiamo costruita recentemente una a Torre Pellice, particolarmente ben riuscita”. Per il futuro? “Vogliamo lavorare sui servizi di ristrutturazione chiavi in mano per il cliente. Anche questa è un’idea di Stefano. Offrire ristrutturazioni totali di immobili diventando noi il punto di riferimento di un ampio pool di aziende. Sempre più spesso il serramento va’ ad inserirsi all’interno di una trasformazione più complessiva dell’immobile, dove non è il bene più significativo di cui ha bisogno il cliente. Per il resto, il futuro della nostra azienda è senz’altro mio figlio Stefano. Lui è bravissimo e siamo orgogliosi di lui. Ha tante idee positive e molte le ha già messe in atto. Vorrei, invece, sviluppare la comunicazione sui canali social perché mi rendo conto che sono diventati fondamentali anche per una piccola realtà come la nostra”.

Una richiesta al Governo? “Semplificare la burocrazia per la gestione delle pratiche fiscali. Assorbe tantissimo tempo e manca ad oggi una formazione certificata per noi operatori. È nata recentemente l’Accademia del serramentista che è forse oggi l’unica realtà che offre un minimo di orientamento. Nel nostro lavoro non sono ammessi errori. Il cliente si aspetta un recupero fiscale importante dopo l’intervento e noi dobbiamo redigere tutte le pratiche in modo perfetto, mentre le normative sono in continua evoluzione”. Stil Serramenti è associata alla CNA dal 2006 e l’azienda ha partecipato a molte iniziative dell’Associazione come, per esempio, la mostra “I Love IT” al Castello di Moncalieri nel 2014. Patrizia è anche Presidente del Mestiere dei Serramentisti all’interno dei gruppi dirigenti della CNA Torino, al suo secondo mandato. L’azienda ha anche la contabilità in CNA (al.st).

Si invitano i Soci CNA a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, astefanoni@cna-to.it

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