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venerdì, Giugno 5, 2026

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 80

N. 3 MAG - GIU 2026

Alleati digitali, l’intelligenza artificiale amica: Guido Saracco a confronto con artigiani e Pmi

L’autore invita ricercatori e imprese al rispetto dei principi sanciti dall’Ue nell’Ia Act del 2024

La presentazione del saggio “Alleati digitali-La nostra Ia personale”, Editori Laterza, si è trasformata in una vera e propria lectio magistralis del suo autore, il professor Guido Saracco, per gli imprenditori associati alla CNA Torino. L’evento, fortemente voluto dal Segretario provinciale Filippo Provenzano e dalla Presidente Rosanna Ventrella Grimaldi, ha visto la partecipazione di un’ottantina di artigiani e titolari di Pmi, si è svolto il 14 aprile presso la sede direzionale della CNA Torino in via Millio 26 ed ha coinvolto in un talk con l’autore anche il Presidente nazionale dell’Unione CNA Comunicazione e Terziario Avanzato Enrico Capirone, imprenditore eporediese del comparto informatico, e il Presidente regionale del Mestiere Digitale Filippo Miotto, imprenditore biellese.

Professore ordinario di Fondamenti chimici della tecnologia del Politecnico di Torino, di cui è stato anche Rettore dal 2018 al 2024, Guido Saracco è membro dell’Accademia delle Scienze di Torino dal 2015 e curatore del festival Biennale Tecnologia che si è svolto a Torino dal 15 al 19 aprile ed ha al suo attivo oltre 500 pubblicazioni scientifiche. Il suo approccio all’Intelligenza artificiale è umanistico ed empatico e questo ha indubbiamente contribuito al successo della serata che si è protratta fino a tardi tra domande e firmacopie del volume.

Di sé e del suo libro Saracco dice: “Chi siamo noi? Che cosa è lei? La simbiosi tra umano e intelligenza artificiale è il nostro destino? Frequentati i meandri della nostra mente e le più recenti scoperte delle neuroscienze e delle neuro tecnologie sulle interfacce umano-macchina e le più recenti scoperte nell’intelligenza artificiale, questo monologo ci porta avanti di 10 anni, e nel rispondere a questi interrogativi, dipinge la visione di come noi e un nostro alleato digitale personale studieremo, lavoreremo, vivremo insieme. Sarà un cambiamento senza precedenti, necessario e urgente. Se riusciremo a progettarlo bene, la vita potrà essere migliore. Certamente sarà diversa da oggi”.

Due, in estrema sintesi, secondo Saracco ma più in generale secondo la comunità scientifica, sono le scelte estreme di fronte alle quali si trova oggi il genere umano: “Una prima punta a potenziare l’umano con l’Ia, mettendo come si suole dire, l’umano al centro, una seconda, invece, a sostituire l’umano ogni qual volta sia economicamente conveniente”. Saracco sceglie la prima strada e invita tutti a sviluppare un modello di Ia personale in locale, al di fuori del web e della sua “dittatura”, attraverso dispositivi Llm che crescono con i dati che l’individuo sceglie autonomamente di condividere con la macchina nel corso del tempo e in assenza di una loro divulgazione su server esterni interconnessi tramite Internet. Una Ia a misura d’uomo che può concretamente sfuggire al controllo dei grandi player globali, ai Mark Zuckerberg e ai Sam Altman di turno, per intenderci. Questo nella consapevolezza che negli anni a venire il gioco si farà sempre più duro e si sposterà dalla soluzione più rapida di problemi allo scacchiere geopolitico, attraverso lo scontro tecnologico tra le due superpotenze dell’Ia che sono la Cina e gli Usa.

Insomma, Saracco ci dice da un lato che non possiamo più fare a meno dell’intelligenza artificiale, ma al tempo stesso che occorre fare molta attenzione a come usarla e che è diventato strategico immaginare una “via europea” all’Ia, rispettosa dei principi sanciti dall’Unione europea nel 2024 nell’Ia Act che di fatto sono oggi disattesi dalle principali major dell’Ia, a partire da Open Ai. Un’intelligenza artificiale che potremmo lasciare in eredità ai nostri discendenti, consentendo loro – per esempio – un dialogo con noi anche dopo la nostra morte; una Ia in grado di far interagire con noi robot sempre più sofisticati capaci di assisterci quando saremo anziani, ma rispettandoci senza volerci soggiogare.

Non farci travolgere dall’Ia e dalla sua potenza, questo è il messaggio “umano” che Guido Saracco ci consegna attraverso il suo saggio, proprio mentre Usa e Cina si stanno sfidando a chi arriverà prima a generare la cosiddetta “superintelligenza” che consentirà ai computer di auto addestrarsi e migliorarsi in autonomia, diventando di fatto più intelligenti della somma di tutti gli esseri umani. Uno scenario degno dei più famosi film di fantascienza degli anni Ottanta del secolo scorso che potrebbe già diventare reale nell’arco dei prossimi sei anni, con ripercussioni inquietanti sulla vita di tutti. L’unico limite a questa prospettiva è la capacità di soddisfare l’immensa fame di energia necessaria per la potenza di calcolo che dovrà essere sviluppata, stimata nei soli Stati Uniti nell’ordine di 92 Gw aggiuntivi, una potenza oggi assolutamente irraggiungibile. Anche se rimane aperta la strada della progressiva riduzione del consumo di energia dei microprocessori che potrebbe riaprire lo scenario (al.st).

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