Aumentano le preferenze per i negozi, in lieve calo la grande distribuzione; cresce l’ecommerce
In linea con quella piemontese, ma inferiore alla media italiana tranne che per trasporti e cultura
Si attesta a 2616 euro la spesa media mensile delle famiglie torinesi nel 2025, sostanzialmente la stessa dell’anno prima (+0,3%). In calo l’alimentare, cresce il non alimentare, assorbito per oltre metà dalla casa, con utenze e arredo. Riparte l’abbigliamento, tengono viaggi, vacanze e pasti fuori casa. Scende il numero di famiglie che risparmia. I dati dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine della Camera di commercio di Torino che, in linea con l’analisi nazionale Istat, monitora i consumi e le abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti a Torino, sono stati diffusi lo scorso maggio.
Le spese alimentari valgono 403 euro medi mensili, -1.1% rispetto al 2024. Le spese non alimentari hanno raggiunto i 2213 euro, con un incremento del +0.5% nell’ultimo anno. Le spese connesse all’abitazione pesano per il 37.6% del totale (per complessivi 833 euro), ma contando anche le spese per utenze domestiche (228 euro) e per l’acquisto di mobili e arredamento (94 euro) si supera il 52% dei consumi non alimentari. Tengono le spese in tempo libero che comprendono vacanze e viaggi e pasti fuori casa (rispettivamente 118 e i 95 euro medi mensili). Le spese per abbigliamento e calzature si riposizionano ai livelli di due anni fa: 83 euro, con un incremento complessivo di 11 euro, 56 dei quali in vestiario (+8 euro) e 27 in calzature (+3 euro). In crescita anche i servizi sanitari e salute, trainati dagli acquisti di medicinali e dalle spese in ticket sanitari (+7 euro). La voce trasporti e comunicazione è quella che registra il calo più significativo nel corso del 2025 (-13 euro). Diminuiscono in particolare le spese per biglietti aerei e ferroviari (- 6 euro) e per la telefonia (- 2 euro).
Per il terzo anno consecutivo, scende (-5 euro) la voce previdenza e salute: calano in particolare i costi sostenuti per le assicurazioni vita e previdenza. Nel corso del 2025 è lievemente diminuito il peso delle famiglie che ha dichiarato un calo del potere d’acquisto (dal 65% al 63.3%), mentre è aumentata la percentuale delle famiglie stazionarie (dal 28.8% al 34.2%). La capacità di risparmio dei nuclei intervistati ritorna ai livelli del 2023: solo il 16.7% delle famiglie ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare, percentuale inferiore a quella del 2024 (il 19.6%). Il dato di quest’anno è il più basso degli ultimi sei anni, lontano dai valori del 2019, quando si attestava al 25%. Le coppie con e senza figli si confermano i nuclei famigliari che riescono maggiormente a mettere qualcosa da parte. Dal lato opposto, i nuclei monoparentali e le persone sole risparmiano di meno.
Analizzando i luoghi preferiti per gli acquisti, nel 2025, dopo quattro anni di diminuzione cresce la preferenza per i negozi tradizionali (il 20.9% era il 17.2%), mentre cala la frequentazione dei super e ipermercati (il 45.3% era il 49.9%). Cresce leggermente anche il ricorso agli hard discount, oggi il 12.6% delle preferenze (era l’11.1%) e continua a crescere il ricorso agli acquisti online che sale al 5.6%. Ridotto lo spreco alimentare: l’85% delle famiglie dichiara di non avanzare cibo durante i pasti o di avanzarne poco, grazie ad un preventivo dosaggio degli alimenti. Dal confronto fra territori, infine, la spesa delle famiglie piemontesi (2622 euro nel 2024) risulta allineata a quella di Torino città, mentre quella delle famiglie lombarde presenta livelli più elevati (3162 euro nel 2024), +17% rispetto alle famiglie piemontesi. Anche la media italiana supera quella piemontese del +5%. In Piemonte si spende di più però rispetto al Sud per trasporti e ricreazione, sport e cultura. Su queste due voci Torino risulta sempre sopra la media nazionale con il 13.1% per quanto riguarda i trasporti, il 5.2% per ricreazione, sport e cultura.


