Il primo trimestre 2026 vede l’economia globale muoversi in un quadro macroeconomico complesso e polarizzato e, in questo scenario di transizione internazionale, il Piemonte dimostra una solida capacità di tenuta e reattività. Lo rivelano i dati sull’export diffusi da Unioncamere Piemonte a metà giugno. Grazie alla spinta impressa da alcuni suoi comparti d’eccellenza, la regione riesce a muoversi meglio rispetto alla media del Nord-Ovest, confermando l’efficacia del proprio posizionamento sui mercati esteri. Nei primi tre mesi dell’anno il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 15.6 miliardi di euro, registrando un incremento del 2.8% rispetto al I trimestre 2025, periodo in cui le vendite oltre confine avevano raggiunto i 15.2 miliardi di euro.
Le importazioni, invece, hanno manifestato una contrazione (-1.9%), attestandosi a 11.4 miliardi. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 4.2 miliardi di euro, si è però confermato ancora una volta positivo e in espansione rispetto ai 3.6 miliardi del I trimestre 2025. I risultati del Piemonte sono stati, in questo inizio del 2026, migliori rispetto a quelli medi nazionali. Complessivamente l’export italiano, in valore, è cresciuto dell’1.3% rispetto al I trimestre 2025: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+13.8%) e per il Sud (+7.1%), più contenuto per il Nord-ovest (+1.3%), in flessione per il Nord-est (-2.4%) e in decisa contrazione per le Isole (-19%). Tra le grandi regioni esportatrici italiane, il Piemonte si posiziona saldamente al quinto posto, intercettando il 9.6% dell’export nazionale. Al vertice della classifica si riconferma, stabile, la Lombardia, che da sola genera il 25.2% delle vendite oltre confine. La principale novità del periodo è rappresentata dalla Toscana che, grazie a uno straordinario balzo del +30.2%, si posiziona per la prima volta al secondo posto nella graduatoria nazionale con una quota del 13.3%, superando l’Emilia-Romagna che scivola in terza posizione con una quota del 13% e una crescita che si ferma allo +0.2%. Subito dietro si colloca il Veneto, quarta regione esportatrice con il 12.8% del valore nazionale e una progressione del +5.1%.
L’analisi settoriale rivela un quadro articolato, in cui i mezzi di trasporto si confermano alla guida dell’export piemontese. Con un valore di 3.3 miliardi di euro, il comparto incide per il 21.3% sul totale regionale e mette a segno una progressione del +6% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Scendendo nel dettaglio delle singole voci del settore, i due pilastri in termini di quote di mercato, sono rappresentati dalla componentistica autoveicolare (parti e accessori) e dagli autoveicoli. La prima, che segna un export pari a 1.5 miliardi di euro, evidenzia un’eccellente dinamica espansiva, registrando un incremento del +6.4%, mentre gli autoveicoli mostrano una crescita oltre confine del 2.7%, raggiungendo quota 1.4 miliardi di euro di export. Performance brillanti giungono dal comparto aerospaziale (aeromobili e veicoli spaziali) che fa registrare un balzo delle vendite all’estero del +32.9%, toccando quota 312.7 milioni di euro. Registra una buona tenuta anche il ferrotranviario (+6.3%), a fronte della quale si contrappone però la pesante battuta d’arresto della nautica, in contrazione del -75.6%. Per quanto riguarda gli altri grandi comparti del tessuto manifatturiero regionale, si muovono in territori contrastanti i due settori immediatamente successivi per rilevanza economica. La meccanica, che si posiziona al secondo posto per importanza con circa 2.6 miliardi di euro di export e una quota del 16,4%, evidenzia una flessione del -1.6%. Al contrario, il settore alimentari e bevande dà prova della sua tradizionale resilienza: con vendite estere pari a circa 2.3 miliardi di euro (il 14.7% del totale), il comparto mette a segno una crescita del 3.5%. Fortunatamente non mancano solidi segnali di vitalità da parte di altri comparti chiave, capaci di sostenere la tenuta complessiva dell’export regionale: spiccano in questo senso le performance del tessile e abbigliamento, in crescita del +6.1%, dei metalli, in aumento del +5.8%, e i progressi più contenuti di apparecchi elettrici (+2.5%) e gomma e plastica (+1.3%).
Nei primi tre mesi dell’anno, il bacino dell’Ue 27 ha assorbito il 62.8% dell’export regionale, registrando un incremento del 4.5% sull’anno precedente. Al contrario, la quota diretta verso i mercati extra-Ue 27 si è attestata al 37.2%, mostrando un quadro di sostanziale stabilità. All’interno dell’Ue, Francia e Germania si confermano i principali mercati di sbocco per le merci piemontesi, rappresentando rispettivamente il 15.9% e il 13.9% del valore complessivo. Con riferimento alle dinamiche territoriali, Torino da sola genera il 44% del totale delle vendite oltre confine ed evidenzia una crescita del 4% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, sostenendo il dato medio generale. Tra gli altri territori con maggiore incidenza percentuale si collocano Cuneo (16.5%), Alessandria (13.3%) e Novara (11.1%), caratterizzati da andamenti disomogenei.


