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venerdì, Giugno 5, 2026

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 80

N. 3 MAG - GIU 2026

I paradossi dell’editoria: tanti libri, pochi lettori e mancano misure pubbliche di sostegno

Ricerca di CNA Nazionale presentata al Salone del libro fa luce sulle imprese piccole e medie

E’ un mercato dell’editoria vario, ma fragile quello che emerge dal rapporto “Il paradosso dell’editoria” presentato da CNA Nazionale al Salone del libro di Torino venerdì 15 maggio durante il talk “Né piccole, né medie, né grandi: ripensare il modello strutturale dell’editoria” che ha messo a confronto la vice Presidente del Senato Anna Rossomando e il Senatore Roberto Rosso con il Presidente nazionale di CNA Editoria Costantino Di Nicolò e la responsabile nazionale di settore Antonella Grasso, sotto la moderazione di Vitaliano Alessio Stefanoni responsabile CNA Editoria Piemonte. A presentare il rapporto, per CNA Nazionale, sono stati Marco Baldi dell’Area studi e Ricerche di CNA Nazionale e Roberto Angelini del Dipartimento Relazioni istituzionali e Affari legali.

In Italia si pubblica tanto e si legge poco, è questo il principale paradosso dell’editoria italiana. In Italia, secondo una ricerca della Camera di commercio di Torino, operano 1736 editori, oltre il 90% sono miro attività. Il Piemonte rappresenta l’8.5% degli editori italiani (147) ed è la terza regione dopo Lombardia e Lazio. Nel complesso, le opere librarie pubblicate in Italia sono 86.174. Nel 2024, in Italia, chi legge nel tempo libero o per motivi professionali e/o scolastici, sono il 57% della popolazione, un dato che sale nel Nord Ovest al 62.5%, dove la spesa media per l’acquisto di libri è stata di 9.5 euro al mese. La filiera editoriale italiana (fatta di editori, stampatori, illustratori, grafici, etc) coinvolge 41.309 attività.

A prevalere è la dimensione artigianale delle case editrici anche se – e questo è un altro paradosso – il codice Ateco degli editori non è abbinabile ad una attività iscritta all’Albo delle imprese artigiane. Tra i principali punti deboli dell’editoria italiana il position paper della CNA individua: la distribuzione libraria, concentrata nelle mani di pochi colossi; la difficoltà a rapportarsi con le librerie indipendenti; la scarsità degli acquisti di libri da parte delle biblioteche pubbliche (fa eccezione il Piemonte con la legge sull’editoria indipendente n°18/2008, ma manca un’analoga misura di carattere nazionale). A complicare il quadro è arrivato l’obbligo di sottoscrizione della polizza per eventi catastrofali che esclude dai pochi benefici destinati alla piccola e media editoria le case editrici che non l’hanno ancora sottoscritta. E a questo proposito si è registrata la disponibilità dei senatori Rossomando e Rosso a rivedere in Parlamento la normativa per escludere dall’obbligo le piccole imprese con modeste risorse da assicurare (al.st).

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