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Torino
mercoledì, Ottobre 7, 2026

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 80

N. 5 SET-OTT 2026

Torino celebra il centenario di Marisa Merz: al via una grande mostra diffusa in tre sedi

La danza delle ore, dal 29 ottobre al 4 aprile, presso Gam Torino, Castello Rivoli, Fondazione Merz

In occasione del centenario della nascita di Marisa Merz, Torino rende omaggio a una delle figure più significative dell’arte italiana e internazionale del secondo Novecento con la mostra diffusa “Marisa Merz. La danza delle ore”, che coinvolge il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea, la Fondazione Merz e la Gam-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Realizzato grazie al sostegno della Fondazione Crt, il progetto nasce dalla collaborazione tra alcune delle principali istituzioni culturali del territorio, unite nell’intento di restituire la complessità, la forza poetica e l’eredità ancora viva dell’opera di Marisa Merz, nata a Torino il 23 maggio 1926. La mostra, presentata ufficialmente a Milano lo scorso 3 giugno nel Museo del Novecento, è in programma dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 e si configura come una retrospettiva senza precedenti, difficilmente replicabile per ampiezza e profondità. Attraverso un nucleo straordinario di opere, alcune delle quali inedite, il percorso offre una lettura articolata della ricerca dell’artista, mettendo in dialogo tre dimensioni fondamentali del suo lavoro: il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come spazio dell’arte, la casa come laboratorio alchemico e la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico. La mostra riunisce un insieme straordinario di lavori, di cui alcuni inediti, a testimonianza di una vita creativa che continua a essere fonte di ispirazione e riscoperta artistica in tutto il mondo. I tre episodi della mostra danno l’opportunità di approfondire aspetti diversi quali il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come dimensione creativa e la casa come laboratorio alchemico, la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico. Nell’insieme la mostra intende dare conto della continua evoluzione e trasformazione che l’artista ha messo in atto lungo tutta la sua esistenza, dando vita a un’opera sempre aperta.

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