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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

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Luglio-agosto 2020

Fondato nel 1946

Storie

Santoli Srl: il global service della porta accanto

Qualità e innovazione con radici nel territorio

Durante il lockdown realizzati gli impianti dei reparti Covid di due ospedali torinesi

La Santoli Srl di Cambiano, condotta insieme ai due soci da Massimiliano Santoli, classe 1975, unisce storia e futuro dell’installazione impianti in provincia di Torino ed è stata recentemente uno dei protagonisti nella gestione dell’emergenza sanitaria, attrezzando i reparti Covid di ben due ospedali locali. L’azienda è nata nel 1982 ed è da sempre associata alla CNA, in cui Massimiliano milita da anni e dove oggi ricopre anche il ruolo di portavoce del settore Installazione. A fondarla è stato il papà, Mario, mancato improvvisamente nel 2002. Mario fu, tra l’altro amico e collaboratore di un altro cambianese Doc, Federico Casetta, storico Presidente provinciale e regionale della CNA, scomparso il 24 marzo 2018. «Le nostre radici sono e rimangono a Cambiano» spiega Massimiliano, anche se oggi la sede legale dell’impresa è a Torino. «Papà era l’elettricista di paese e qui ha lavorato fino a quando si è ammalato, insieme al cugino Fabio Santoli che oggi è il mio socio». Il terzo socio della Srl è arrivato nel 2019 a seguito di una fusione aziendale: si chiama Raffaele Chiera e anche lui è di Cambiano. Ogni socio ha portato in dote uno specifico know how. «Ci siamo interrogati, come molti altri artigiani, sul fatto se avesse senso farci concorrenza sul mercato oppure unire le forze ed ha prevalso la seconda opzione, rivelatasi poi vincente per tutti» racconta Massimiliano. «Fabio ed io ci occupavamo di impianti elettrici e Chiera di termoidraulica. Insieme siamo in grado di rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti». Massimiliano, di fatto, è l’anima hi-tech della Santoli Srl: nel 1999 aveva aperto una sua ditta che si occupava di installare antifurti, telecamere e soluzioni di domotica. Il suo rientro nella Santoli Srl coincide con la malattia del papà, poi dopo la morte di Mario prende in mano le redini dell’azienda insieme al cugino Fabio. Con la nuova conduzione, la Santoli Srl cresce rapidamente e passa dagli 80 mila euro di fatturato del 2002 a quota 3 milioni di euro nel 2018, soprattutto grazie all’attività di global service.

 

L’azienda inizia, infatti, a lavorare per diversi comuni del territorio, da Chieri alla stessa Cambiano, da Carignano a Villastellone a Mappano che hanno bisogno di un servizio di manutenzione completo e certificato. Poi arrivano gli ospedali, gli hotel - come per esempio il nuovo Principi di Piemonte a Torino - e persino la storica Cooperativa Frassati. Tutte realtà che hanno bisogno di un servizio ad ampio spettro e chiavi in mano, di un soggetto competente in grado di prendersi cura di tutti gli impianti elettrici, termici e idraulici, spesso anche con un elevato contenuto tecnologico, e di effettuare manutenzioni, sostituzioni e ammodernamenti. A partire dal 2019, dopo la fusione con la Fradiante Snc di Chiera, la Santoli Srl amplia ulteriormente la gamma dei servizi offerti e sempre più spesso opera in collaborazione con imprese edili di un certo livello. Oggi l’azienda conta una trentina di collaboratori, inclusi i soci, di cui otto in ufficio e gli altri impegnati direttamente sul campo, tra muratori, elettricisti e idraulici. «Ci siamo spostati con la sede operativa dal centro di Cambiano alla prima periferia della città, ma siamo rimasti radicati qui al nostro territorio. Abbiamo semplicemente preso un capannone più grande per poter ospitare le attrezzature che sono ormai diventate tante e dotarci di un ufficio più attrezzato». Anche i dipendenti sono tutti del territorio: «Alcuni sono persino degli ex artigiani che già collaboravano saltuariamente con noi, tutti italiani, famiglie che conosco personalmente e con le quali c’è un rapporto personale, umano. Usiamo solo maestranze molto formate, competenti, disponibili». L’azienda è in possesso delle certificazioni Iso 9001 (qualità), Iso 14001 e Iso 18001 (sicurezza). «Vogliamo tenere uno standard alto, per distinguerci dalla concorrenza» spiega Massimiliano che aggiunge: «Abbiamo la qualifica Fer per installare impianti elettrici e termoidraulici che utilizzano fonti energetiche rinnovabili - il corso, tra l’altro, i dipendenti lo hanno fatto in CNA - e ci siamo dotati del patentino F-gas per installare gli impianti con gas fluorurati per il condizionamento dell’aria».

 

La Santoli Srl è reperibile h24: nel 2019 ha effettuato 3 mila azioni di pronto intervento. E fatto cento il fatturato annuo dell’azienda, i privati pesano circa per il 30%, i comuni per il 40% e il resto sono le aziende. La clientela è sparsa in tutto il nord Italia, ma l’80% del fatturato la Santoli Srl lo fa ancora in provincia di Torino. In questo contesto è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, l’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha cambiato improvvisamente le regole del gioco, rischiando di far saltare il complesso equilibrio interno a un’azienda organizzata e strutturata, abituata a pianificare ogni sua mossa. Nonostante tutto, però, di cassa integrazione i dipendenti della Santoli Srl ne hanno fatta davvero poca: «Abbiamo cercato di tenere i nostri ragazzi impegnati durante il lockdown, convertendo l’azienda a svolgere attività utili e possibili durante la pandemia e attivando tutti i nostri canali social per renderci visibili» spiega Massimiliano, precisando che «tutto è andato bene» e che, caso mai, i problemi potrebbero iniziate ora nella Fase tre. «Avevamo già in appalto la manutenzione dell’Ospedale di Settimo Torinese, una struttura che è stata trasformata in Ospedale Covid. Così, oltre alla manutenzione ordinaria ci è stato chiesto in fretta e furia di predisporre gli impianti di terapia intensiva per la cura dei nuovi pazienti». Tutto questo è avvenuto tra marzo e aprile. «Un lavoro analogo, ma ancora più impegnativo, ci è stato richiesto dall’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove già ci occupavamo della manutenzione degli impianti in collaborazione con una società di Milano. Qui abbiamo creato da zero il reparto Covid: dalle pareti in cartongesso agli impianti elettrici e idraulici». Persino la cappella dell’Ospedale è stata completamente trasformata per poter usare tutto lo spazio disponibile. È stato un lavoro non solo impegnativo, ma dal forte impatto emotivo. «Eravamo dentro la notizia. Si operava in un contesto emergenziale senza conoscere esattamente quello che sarebbe potuto accadere, anche a noi dal punto di vista sanitario. Per fortuna, nessuno è stato infettato.

 

Abbiamo lavorato tutti in condizioni eccezionali, come dei chirurghi in sala operatoria, con caschi mascherine tute protettive e guanti. Era anche complicato tenere in mano gli attrezzi, ma i dipendenti si sono rivelati molto attenti e comprensivi. Si è lavorato anche di sabato e domenica, più di dodici ore al giorno, anche con l’obiettivo di ottimizzare al massimo l’uso dei Dpi che era difficile trovare sul mercato. Nessuno, però, si è tirato indietro anche se la paura c’era e se ne parlava tutti i giorni, per controllarla e per esorcizzarla». All’ingresso dei reparti Covid i dipendenti della Santoli venivano controllati scrupolosamente dal personale sanitario. Al di là della predisposizione iniziale degli ambienti di degenza, in entrambi i presidi sanitari, sono state effettuate manutenzioni di routine e d’emergenza in reparti Covid attivi. Dove il rischio sanitario era reale e quotidiano, mentre le modalità di intervento e di tutela dei dipendenti erano un terreno ancora pieno di incognite. «Abbiamo fatto molta formazione in ufficio, da noi: tutti con la mascherina, con le finestre aperte e a due metri di distanza l’uno dall’altro. Leggevamo le informazioni e le Faq diffuse via web dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità. È stato anche difficile reperire i dispositivi di sicurezza per i nostri dipendenti. Siamo arrivati ad autoprodurre il disinfettante per le mani seguendo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità perché ad un certo punto non era più possibile trovarlo sul mercato». Concluso il picco dell’epidemia, ormai entrati in quella che gli esperti definiscono come Fase tre, la Santoli Srl sta cercando di tornare alla normalità, con tanta esperienza in più che si augura di poter mettere presto a frutto. «Ci sono difficoltà in molte imprese nostre clienti che sono ancora ferme o che stanno riprendendo a fatica. Abbiamo alcuni ordini bloccati. Stesso discorso per le pubbliche amministrazioni e le scuole che sono ancora ferme. Non sappiamo al momento come muoverci e quando ci verrà chiesto di intervenire, anche se sappiamo che qualcosa dovrà presto mettersi in moto». Intanto, durante la fase finale del lockdown, Massimiliano ha creato un progetto sul web - www.contro-virus.it - dove sono state messe in rete le competenze di professionisti in grado di offrire alle imprese un servizio completo per gestire la riapertura: come riorganizzare gli spazi di lavoro, come sanificare a norma i locali e gli impianti di condizionamento, come installare le termocamere per vigilare gli ingressi. Questa proposta è stata molto apprezzata dal mercato, anche se ora si registra un certo calo fisiologico dell’interesse da parete delle imprese mentre si sta muovendo qualcosa da parte del pubblico.

 

Quanto all’esperienza fatta sul campo nei reparti Covid degli ospedali, la Santoli Srl cercherà di metterla presto a frutto, anche perché nei prossimi mesi le aziende ospedaliere avranno a disposizione da Governo e Regioni importanti risorse da investire per potenziare la sicurezza e l’operatività delle strutture in vista di future ondate epidemiche. Per il futuro, Santoli è moderatamente ottimista. «Nell’impiantistica continuo a vedere opportunità di crescita nei mesi e negli anni a venire. Ci servirà personale sempre più specializzato, ma siamo già orientati in questa direzione». Il lavoro, secondo Massimiliano, arriverà sempre di più da Internet of things, dall’intelligenza artificiale, dalla domotica e in questo senso saranno vincenti le aziende che sapranno cavalcare l’innovazione tecnologica. L’elettricista e l’idraulico sono, del resto, sempre più dei tecnici e questo lo si era già capito da un po’. «Senza rinnegare le mie origini», dice sorridendo Massimiliano, «l’elettricista di paese non ha futuro». Anche per questo la Santoli Srl è già stabilmente sul web con un proprio sito - www.santoli.it - che è in fase di implementazione ed è sempre più ampia l’interazione con i canali social. «I test portati avanti su Facebook e Instagram durante il lockdown con il progetto «contro-virus» hanno dato ottimi risultati in termini di nuove relazioni, nuovi contatti, nuove commesse. Molte persone ci hanno trovato su Internet e molte altre ci troveranno nel prossimo futuro. La strada da percorrere è questa». E ancora: «Abbiamo capito che la comunicazione è molto importante e presto andremo anche a personalizzare graficamente i nostri furgoni, perché quella è pubblicità dinamica gratuita». I problemi non mancano e non mancheranno. Massimiliano non li nasconde: «I clienti stanno ritardando i pagamenti, qualcuno ha interrotto ordini consolidati, alcuni appalti sono saltati. La liquidità dovrà essere gestita accuratamente nei prossimi mesi, ma il nostro spirito è buono e la voglia di fare è tanta. Siamo abituati ad attraversare le crisi e a cogliere le opportunità. Non demorderemo. Continuiamo a investire. A creare nuove relazioni. Confidiamo anche nei prestiti garantiti dal Fondo centrale di garanzia che sono stati introdotti dal Decreto liquidità. Siamo in attesa del responso della nostra banca (al.st). Si invitano i Soci CNA a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, astefanoni@cna-to.it

In alto, Massimiliano Santoli. Nella foto sotto, la foto di gruppo dei tre soci della Santoli Srl:

da sinistra a destra, Fabio Antonio Santoli, l’amministratore delegato Massimiliano Santoli

e Raffaele Chiera

Sopra, il reparto Covid allestito in collaborazione con la Santoli Srl nella cappella dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino; in alto, due addetti dell’azienda durante l’intervento

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