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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 78

N.1 - GEN. - FEB. 2024

Piemonte, artigianato al palo: crescita zero

Dati negativi sulla nati-mortalità delle imprese diffusi dal sistema camerale regionale

Censite circa 115 mila attività, erano 130 mila nel 2013; male per le ditte individuali

Artigianato piemontese, calma piatta. Lo rivelano i dati sulla nati-mortalità delle imprese diffusi a inizio febbraio da Unioncamere Piemonte, con riferimento all’anno 2023. Le imprese artigiane rappresentano una parte importante del tessuto produttivo regionale e nazionale e in Piemonte si contano quasi 115 mila aziende che costituiscono il 27.1% delle imprese totali. La presenza artigiana risulta tradizionalmente più forte in Piemonte rispetto alla media delle altre regioni italiane: a livello nazionale, infatti, l’artigianato raccoglie solo il 21.3% delle realtà imprenditoriali. Con riferimento al 2023, tuttavia, dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi emerge un risultato piatto in termini di nati-mortalità. Le imprese artigiane nate sul territorio piemontese nel corso del 2023 sono state 7963, 24 in meno rispetto al 2022 (-0.3%). Nello stesso periodo sono 7982 le realtà che hanno cessato la propria attività (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), 475 in più rispetto all’anno precedente (+6.3%).

Il saldo tra i due flussi appare, così, negativo per 19 unità (nel 2022 il saldo era risultato positivo per 480 unità), dinamica che porta precisamente a quota 114.767 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine dicembre 2023 presso il Registro imprese. La sintesi tra il tasso di natalità (6.91%) e tasso di mortalità (6.93%) si traduce così in un tasso di crescita prossimo allo zero, pari a -0.02% a fronte di un, comunque, pallido +0.14% segnato dal sistema imprenditoriale piemontese nel suo complesso che sale al +0.35% a livello Italia. Concentrando l’attenzione su un’analisi di più lungo periodo emerge come il tessuto artigiano regionale abbia subito una progressiva erosione passando dalle circa 130mila unità del 2013 alle circa 115mila attuali. Solo nel 2021, grazie alla ripresa delle attività post periodo pandemico, si era evidenziata un’inversione di tendenza, che però non ha purtroppo trovato continuità nel biennio successivo.

Il 79.6% delle realtà artigiane con sede in Piemonte è una ditta individuale, il 13.7% una società di persone, il 6.6% una società di capitale, solo lo 0.1% delle imprese sono costituite con una forma giuridica diversa dalle precedenti. Il tasso di crescita è stato comunque differenzio a seconda delle forme giuridiche e si è concretizzato in un +2.63% per le società di capitale, in un +0.21% per le ditte individuali e in un -2.52% per le società di persone. A livello settoriale, la prima realtà per numerosità si conferma, anche nel 2023, quella edile, con il 42.6% delle realtà artigiane piemontesi.

Questo settore, così rilevante per il comparto, ha fornito anche in questa annualità un contributo positivo all’andamento segnato dall’artigianato in Piemonte, realizzando una crescita dello 0.92%. Solo l’agricoltura, settore che assorbe però solo lo 0.7% delle realtà artigiane locali, chiude l’anno con un risultato migliore, pari a un +1.97%. Appare timidamente positiva la dinamica del commercio (+0.33%), mentre sono negativi i risultati messi a segno dall’industria in senso stretto (-1.65%) e dal turismo (-2.48%). Poco più di un’impresa artigiana su due ha sede nel capoluogo regionale, cui seguono Cuneo (14.9%), Alessandria (8.9%) e Novara (7.6%).

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