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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 78

N.1 - GEN. - FEB. 2024

Ottica Bricco, ottanta anni di cura della vista

Due generazioni a guida maschile, poi la svolta rosa nel 2010 con Barbara affiancata da Giorgia

Ottica Bricco nasce nel 1946, tecnicamente insieme alla CNA Torino che al tempo si era appena costituita con il nome di Artigianato Torino e Provincia e dopo il bombardamento della sede della Camera di commercio durante il Secondo conflitto mondiale costituiva direttamente le nuove ditte artigiane su delega.

A fondare questa attività che oggi ha sede in piazza Vittorio Veneto 21/a, nel cuore del centro storico del capoluogo Subalpino, è stato Domenico Bricco, classe 1913, nonno dell’attuale titolare di questa storica attività famigliare associata alla CNA, Barbara Bricco, terza generazione di ottici optometristi, affiancata in qualità di coadiuvante dalla sorella Giorgia che di formazione è una antropologa. Ottica Bricco nasce come attività artigiana al servizio degli ottici torinesi nel Dopoguerra direttamente a casa del suo fondatore, in via Giulia di Barolo.

Il suo lavoro principale era quello di riparare le montature. Si era diplomato a luglio del 1943 presso l’Istituto Giovanni Plana di Torino, in piazza Robilant, e la sua prima bottega l’avrebbe aperta diversi anni più tardi al civico 9 di piazza Vittorio Veneto, a nemmeno duecento metri da dove ha sede ora, su iniziativa di Giorgio Bricco, il papà di Barbara e Giorgia, oggi in pensione che porta magnificamente i suoi quasi 76 anni e continua a rimanere un punto di riferimento importante in azienda.

Giorgio Bricco, classe 1948, si è diplomato a Torino nel 1964 come ottico, nel 1976 segue con profitto un corso di contattologia corneale e poi diventa optometrista nel 1980. Il mestiere ce l’ha nel sangue dall’infanzia, esattamente come è accaduto per la figlia Barbara che lo ha affiancato sin da giovanissima. Giorgio ricorda che al ritorno da scuola trovata il tavolo di casa pieno di buste di occhiali da riparare: “Allora erano fatte di celluloide e si potevano saldare grazie a un trattamento meccanico e chimico. Era un lavoro con il quale si facevano numeri. Immagino che Torino e provincia siano state colonizzate dagli occhiali riparati da mio papà. Ancora non più tardi di 25 anni fa arrivò qui in negozio un cliente con una montatura saldata da lui”.

Barbara Bricco è diplomata ottica optometrista e titolare dell’attività dal 2010, al pensionamento di papà Giorgio, imprimendo con la sorella Giorgia all’attività una svolta in “rosa” dopo due generazioni a conduzione maschile. “Di fatto, lavoro qui da quasi vent’anni” dice sorridendo. L’attività è, invece, associata alla CNA dal 1988 alla morte del nonno, quando Giorgio, ottimo venditore ed esperto del settore, ma con poca dimestichezza con la burocrazia, decide di concentrarsi sul suo lavoro e di delegare alla CNA tutta la parte contabile e amministrativa. Per tanto tempo, l’attività ha avuto come punto di riferimento per i servizi l’ufficio CNA di via Sant’Ottavio, diretto da Anna Marengo, ora in pensione, mentre adesso è seguito dagli uffici CNA di corso Unione Sovietica.

L’attività si sviluppa su due piani per un totale di 132 metri quadri e conta un dipendente, William Galetta. Chiediamo come sia cambiato il lavoro negli anni… “Il cliente oggi è più preparato di un tempo” racconta Barbara. “Quando ho iniziato a lavorare io non c’erano ancora le lenti a contatto” racconta Giorgio. “Per i difetti lievi alla vista potevamo intervenire prescrivendo occhiali da lettura, mentre per i difetti importanti dovevamo inviare il cliente dal medico che a sua volta lo rimandava da noi con una precisa prescrizione per le lenti”.

Giorgio ricorda anche che suo padre, Domenico, eseguiva tutte le lavorazioni delle lenti interamente a mano e lo stesso faceva sulle montature per procedere con l’assemblaggio della lente. Poi racconta un aneddoto divertente: “Nel 1980 ho comperato la prima mola automatica, era un bestione da novanta chili. Quella che usiamo oggi è una mola di nuova generazione ed è la settima che comperiamo. La tecnologia è in continua evoluzione e la precisione delle lavorazioni è cresciuta in modo esponenziale nel corso del tempo. Ad ogni modo, quando mio padre vide questa macchina mi chiese spiegazioni con molto scetticismo. Non ne colse il potenziale, lui che realizzava tutto rigorosamente a mano con pazienza e precisione certosine. Così, quando gli feci vedere con quanta velocità si riusciva a molare una lente e ad assemblare un occhiale finito, indispettito non fece commenti, ma si rifiutò di imparare ad usare quello strumento. Del resto, è proprio quello che faccio io adesso con i social media. Se ne occupano le mie figlie, io non voglio saperne niente”. Giorgio fa anche una riflessione un po’ amara: “Ci siamo fatti scappare, come categoria, il mercato dell’occhiale da lettura che oggi con pochi euro comperi da Tiger oppure in farmacia. Non ne abbiamo colto il potenziale”.

Giorgio è testimone di un altro passaggio epocale nel mercato dell’ottica, l’arrivo delle prime lenti a contatto alla fine degli anni Cinquanta. “Il primo a portarle a Torino è stato Aldo Ximenes che è stato il mio maestro ed è mancato da un paio di anni” racconta Giorgio, che da bravo artigiano rispetta il lavoro dei suoi colleghi. “La contattologia mi ha dato grandi soddisfazioni professionali”, spiega Giorgio. “Sono entrato in questo mercato nel 1973. Le prime lenti a contatto, alla coppia, costavano 300 mila lire. Era una gran cifra e le si vendeva proponendo una assicurazione, perché spesso capitava che il cliente ne perdesse una. Al tempo la contattologia valeva il 35-40% del mercato, numeri importanti. Le lenti venivano costruite su misura. Un lavoro delicato che richiedeva grande professionalità. Oggi questo mercato vale pochissimo perché è stato occupato quasi totalmente dai prodotti usa e getta”.

La mission aziendale oggi? Barbara non ha dubbi: “Noi cerchiamo di vendere un buon occhiale al nostro cliente. Non inseguiamo i marchi che anzi, selezioniamo con grande cura. Cerchiamo sul mercato il miglior rapporto qualità-prezzo e proponiamo prodotti di livello al cliente che ci segue e apprezza le nostre proposte. Il nostro è, del resto, per una parte non irrilevante un cliente fortemente fidelizzato che ci segue anche da generazioni. L’età media si aggira intorno ai 40 e da lì è più facile salire che scendere, anche per motivi di composizione della piramide demografica in una delle regioni più “anziane d’Italia”. Uomo o donna? Siamo al 50% e 50%”. Tra i marchi trattati da Ottica Bricco ci sono i grandi classici come Persol, storico marchio nato a Torino, Ray Ban e Prada a cui si affiancano marchi più artigianali europei, prevalentemente italiani, tedeschi e francesi come La marca, JFRey, Natalie Blanc, Ultralimited, Glare, Eschenbach. E poi ci sono le fiere di settore che le sorelle Bricco frequentano assiduamente, a partire dal Mido di Milano, la fiera internazionale di ottica più importante in Italia, alla continua ricerca di nuovi brand di qualità, ma anche all’Opti di Monaco di Baviera e al Date di Firenze.

Ottica Bricco è testimone anche della evoluzione della tecnologia delle lenti da vista: “Anche queste sono cambiate” spiega Giorgio. “Prima erano di cristallo. Poi negli anni Settanta-Ottanta sono arrivate le lenti infrangibili in resina organica che però con il tempo ingiallivano, mentre oggi sono le lenti in resina a farla da padrona”. Uno dei nostri punti di forza? “Senz’altro la capacità di realizzare un occhiale su misura per il nostro cliente in nemmeno quaranta minuti” sorride Barbara. “Questo è possibile grazie al nostro laboratorio, al magazzino lenti e montature sempre molto ben forniti e alla visita optometrica in sede che, peraltro, non facciamo pagare. In questo modo siamo in grado di dare al cliente un servizio di qualità ed estremamente rapido”. Parliamo di ecommerce e di concorrenza sleale da parte dei grandi player globali della vendita a domicilio come Amazon? “Posso dire che ad oggi non stiamo subendo la concorrenza della vendita on-line perché l’occhiale va visto, provato e realizzato su misura. Poi se mi chiede cosa sarà di questo mestiere fra trent’anni alzo le spalle. Non saprei che dire” spiega Giorgio. “Cosa diversa è, invece, l’occhiale da sole” spiega Barbara. “Capita non di rado che qualcuno comperi on-line montature a poco prezzo e poi venga a montare delle lenti Uv di qualità qui da noi”.

Quasi ottant’anni di storia, ma anche una grande attenzione al tempo presente e alle tecnologie digitali, Ottica Bricco è on-line con un proprio sito web sin dal 2009-2010 – www.otticabricco.com – ed ha una propria pagina social su Facebook e un’altra su Instagram. “Non abbiamo, invece, al momento una nostra attività ecommerce, proprio per i motivi che spiegavamo prima”, dice Barbara che è la socialmedia manager dell’attività. Tanta storia porta con sé anche tanti clienti importanti. Giorgio lo lascia intendere, anche se insieme alla figlia Barbara preferisce mantenere il più stretto riserbo. Tanti politici, modelle, attori, calciatori e imprenditori molto noti sono stati ad ogni modo e restano tutt’ora clienti di Ottica Bricco anche grazie alla posizione centralissima e di passaggio. Un nome però alla fine Giorgio lo spoilera, quello dell’indimenticabile Andrea Flamini, in arte Gianduja, scomparso nel 2017, a cui ci si poteva rivolgere “esclusivamente in dialetto piemontese” che qui è di casa. Poi Giorgio si abbandona ad una piccola confessione: l’amore per il calcio, ancora praticato oggi a livello amatoriale, la lunga militanza nelle giovanili del Toro e un cuore incredibilmente juventino (al.st).

Si invitano i Soci CNA a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, astefanoni@cna-to.it

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