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lunedì, Agosto 2, 2021

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 75

N° 4 - LUGLIO - AGOSTO 2021

Si costituisce il sindacato osteopati: ora la professione sia riconosciuta

È nato il sindacato degli osteopati italiani, CNA Osteopati, coordinato da Marco Sbarbaro, storico rappresentante politico dell’Aiso, l’Associazione Italiana Scuole di Osteopatia. Giunge così a compimento il percorso promosso dall’Associazione Italiana Scuole di Osteopatia, su iniziativa di Sbarbaro, finalizzato a portare a compimento il complesso percorso di riconoscimento della professione dell’osteopata – fino ad arrivare alla costituzione di un vero e proprio ordine professionale nazionale – avviato e mai portato a termine dalla legge Lorenzin del 2018.

Un percorso che proprio in queste settimane potrebbe subire una rapida accelerazione dopo l’approvazione, il 24 giugno scorso, da parte del Consiglio dei Ministri, di un disegno di legge che delega il Governo al recepimento delle direttive europee e all’attuazione di altri atti normativi dell’Unione europea (Legge di delegazione europea 2021). “Finalmente anche l’Italia istituisce l’osteopatia come professione sanitaria” ha dichiarato all’Ansa il deputato del Pd Davide Gariglio. “Si tratta di un provvedimento che nel nostro Paese riguarda oltre 12 mila professionisti, atteso da anni, e che la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha individuato da tempo come terapia manuale efficace per la diagnosi e il trattamento”.

“Occorre adesso procedere rapidamente per dare completa attuazione alla riforma, voluta dall’allora ministra della Salute Beatrice Lorenzin, disciplinando il percorso di formazione universitaria degli Osteopati. In tale veste – conclude Gariglio – occorrerà prestare attenzione all’esperienza delle scuole che negli anni li hanno formati allineandosi alle prescrizioni della stessa Oms”. Aiso nasce nel dicembre 2017 e rappresenta principalmente 3800 studenti in formazione delle scuole di osteopatia spase su tutto il territorio nazionale, all’incirca una per regione (le scuole sono infatti 21). Non solo, però.

Aiso rappresenta anche circa 720 osteopati che svolgono regolarmente la loro professione al servizio dei cittadini, professionisti “de facto” che oggi sono confluiti in CNA a livello Italia, con la consegna formale da parte di Sbarbaro delle deleghe nelle mani di Scarlatelli. Di questi, circa 80 operano in Piemonte. “Le scuole di osteopatia – spiega Sbarbaro – hanno sentito il bisogno di avere una rappresentanza sindacale forte perché in questo momento storicamente importante, seguito all’entrata in vigore della legge Lorenzin, n°3/2018, è stata istituita la professione sanitaria dell’osteopata senza tuttavia preoccuparsi di gestire la transizione dei precedenti percorsi formativi e senza codificare il nuovo percorso di studi universitario che avrà sì una durata triennale, ma ancora non si sa a partire da quando sarà possibile farlo decollare”.

Una legge ancora incompiuta, quindi, che ha istituito una professione di tipo sanitario, ma che poi l’ha lasciata a metà strada, senza curarsene troppo. “Oggi siamo in un vero e proprio limbo – dichiara Sbarbaro – nell’attesa dei decreti attuativi della legge Lorenzin che possano chiarire come dovranno essere normati i percorsi di equipollenza tra i titoli rilasciati oggi dalle scuole di formazione secondaria iscritte all’Aiso e la nuova laurea in osteopatia”. Il problema, dunque, è quello di mettere in connessione, nella fase di transizione, il vecchio e il nuovo regime formativo. È triste dover constatare – dice Sbarbaro – che i professionisti del nostro settore non hanno ancora una casa da un punto di vista legale e legislativo e solo grazie a CNA ora possono sperare di superare i prossimi step che consentano di arrivare al puntuale riconoscimento professionale”. Intanto, a Marco Sbarbaro e ai suoi collaboratori vanno il ringraziamento e i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutto il gruppo dirigente della CNA (al.st).

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