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giovedì, Giugno 20, 2024

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 78

N.1 - GEN. - FEB. 2024

La politica riparta dall’ascolto e dal fare: l’appello di artigiani e Pmi ai candidati

La Regione sostenga credito e formazione, l’Europa sia “più forte”

Ripartire dall’artigianato per lo sviluppo del Piemonte è il messaggio che, unitariamente, le tre Confederazioni artigiane hanno inviato ai cinque candidati alla Presidenza della Giunta regionale lo scorso 16 maggio, al Circolo dei lettori.

Un messaggio importante che parte da una constatazione numerica: l’artigianato e la piccola impresa rappresentano, insieme, il 98% delle attività economiche attive nella nostra regione e il dato non è che la fotocopia di quello nazionale. Non operare a sostegno delle piccole imprese equivale, pertanto, a non operare per il bene della stragrande maggioranza dei cittadini-imprenditori che ogni giorno si adoperano al 100% per assicurare il corretto funzionamento delle loro attività e che, così facendo, contribuiscono al bene comune e alla redistribuzione della ricchezza prodotta nelle comunità locali di appartenenza.

Di fronte a questa palese asimmetria, le tre Confederazioni hanno chiesto alla politica di agire e di farlo rapidamente, non appena l’esito del voto sarà chiaro e consentirà la formazione del nuovo governo regionale. Perché tempo da perdere non ve ne è più. L’economia locale e nazionale sono minacciate da più fronti, interno e internazionale: dal continuo rincaro delle materie prime e dei prodotti petroliferi, dall’incertezza sul futuro, dall’inflazione e dalle tante crisi geopolitiche che si sono aperte in questi ultimi anni.

L’artigianato e la piccola impresa rappresentano un patrimonio di conoscenze e competenze che vanno difese e promosse con risorse certe. Vanno in particolare sostenute lo sviluppo e l’innovazione di quelle che sono realtà chiave del sistema manifatturiero italiano, valorizzando con ogni mezzo l’identità culturale e il made in Italy piemontese.

Occorre, inoltre, lavorare affinché ripartano misure a sostegno della formazione delle maestranze e il progetto Bottega scuola che consente l’affiancamento di giovani motivati a maestri artigiani di comprovata esperienza.

E poi c’è il tema sempre aperto del credito e della difficoltà di accesso agli strumenti finanziari ordinari da parte delle piccole realtà produttive, storicamente sottocapitalizzate: basta con i click day e sì a bandi costruiti a misura delle piccole imprese.

Il rilancio della manifattura piemontese non può ad ogni modo prescindere da un rinnovato impegno di Stellantis sul territorio. CNA Torino è stata tra le principali sigle datoriali, insieme ad Unione industriali, che lo scorso 12 aprile si sono schierate in difesa dello stabilimento di Mirafiori chiedendo a gran voce alla proprietà francese un ritorno ai livelli di produzione pre-pandemia nell’ordine delle 200 mila vetture all’anno.

Un primo passo in tal senso è arrivato con le recenti dichiarazioni ai sindacati dei lavoratori dell’a.d. Carlos Tavares che ha promesso un ritorno alla produzione della 500 ibrida a Torino a partire dal 2026. È una notizia degna di nota, anche se il 2026 non è proprio dietro l’angolo e le imprese vivono nel presente. Certo, larga parte dell’indotto metalmeccanico torinese e piemontese ha imparato da tempo a differenziare le proprie forniture, ma il gruppo Stellantis rappresenta ancora una quota troppo importante del fatturato del comparto per non essere preso in considerazione.

Dalla Regione, il nostro pensiero va all’Europa e, conseguentemente, al nuovo assetto che potrà uscire dalle stesse urne in occasione della chiamata al voto dell’8 e 9 giugno. E anche qui siamo di fronte ad un panorama di attese e di forti incertezze.

In occasione della sua visita a Torino, il Segretario generale della CNA Otello Gregorini ha auspicato che tutte le forze politiche in campo contribuiscano alla formazione di una nuova classe dirigente che “sappia stare in Europa e che sappia lavorare per l’Europa”. Solo un’Europa più forte, coesa e competitiva sarà infatti in grado di far fronte alle grandi sfide del prossimo futuro, sia a livello economico che politico, senza dimenticare il tema della gestione dei flussi migratori. Un tema sul quale Gregorini si è a lungo soffermato e che ha definito vitale per un paese come l’Italia sprofondato da tempo in un vero e proprio inverno demografico. Le nostre imprese hanno la necessità impellente di sopperire alla carenza di manodopera e una prima risposta potrebbe già arrivare attraverso la formazione dei cosiddetti “corridoi professionali” a cui il sistema CNA sta lavorando a livello nazionale con i ministeri competenti allo scopo di professionalizzare giovani nei Paesi di origine e inserirli direttamente nelle imprese che li attendono

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