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martedì, Aprile 16, 2024

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 78

N.1 - GEN. - FEB. 2024

Luce sulla profonda notte di Italo Cremona. La Gam e il Mart di Rovereto insieme per una grande mostra

La Gam di Torino dedica all’opera e all’universo creativo di Italo Cremona una mostra antologica che ripercorre l’intera produzione dell’artista nato a Cozzo, Pavia, nel 1905 e scomparso a Torino nel 1979. La mostra, a cura di Giorgina Bertolino, Daniela Ferrari ed Elena Volpato, è in programma dal 24 aprile al 15 settembre ed è il frutto di una collaborazione con il Mart di Rovereto dove la mostra si trasferirà dal 18 ottobre al 26 gennaio 2025. Il notturno è uno dei temi della pittura di Italo Cremona, una condizione espressiva, esistenziale e filosofica che produce sogni, incubi, apparizioni, immagini fantastiche.

“Tutto il resto è profonda notte” è la frase con cui Cremona aveva concluso uno dei testi di “Acetilene”, rubrica che negli anni Cinquanta firmava per “Paragone”, la rivista di Roberto Longhi. Pittore-scrittore, intellettuale poliedrico ed eccentrico, nei dipinti e negli scritti Italo Cremona ha indagato la Zona ombra (titolo di un suo libro edito da Einaudi nella serie bianca dei “Coralli”): un territorio capiente, dove il buio entra in contatto con la luce attraverso lampi vividi o barlumi; attraverso il chiarore di una lampada ad acetilene (il lume usato un tempo da minatori e speleologi) o la scia di una stella cadente, come nel romanzo distopico La coda della cometa. Forte il legame di cremona con Torino che diventa la sua città di elezione. Qui si laurea in giurisprudenza e diventa amico di Carlo Mollino, frequenta Felice Casorati e conosce Alberto Savinio. La mostra raccoglie un centinaio di dipinti e una selezione di disegni e incisioni e documenta la più alta qualità pittorica dell’artista, rileggendo nel presente l’originalità del suo immaginario.

A partire dal nucleo di opere appartenenti alla collezione della Gam (dall’Autoritratto nello studio del 1927 a Metamorfosi del 1936, a Inverno del 1940), l’antologica conta su una serie di prestiti da musei, tra cui il Mart (Composizione con lanterna, 1926 e La Libra, 1929), i Musei Civici Luigi Barni di Vigevano (con Dialogo tra una conchiglia e un guantone da scherma del 1930 e un coeso nucleo di dipinti visionari degli anni Quaranta-Cinquanta), l’Accademia Albertina di Belle Arti e i Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino. Il percorso espositivo segue la progressione cronologica delle stagioni creative di Cremona, enucleando in alcune sale le sue costanti espressive: particolari attenzioni di natura iconografica e di natura poetica sulle quali l’artista si è trovato a tornare più volte. Info: www.gamtorino.it

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