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martedì, Luglio 5, 2022

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 76

N° 3 - MAGGIO - GIUGNO 2022

Normativa e corsi per i professionisti del verde

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Il ministero della Transizione Ecologica, con la circolare 51657/2021 ha chiarito alcuni aspetti applicativi che riguardano il Dlgs 152/06 (Codice ambientale), modificato con il Dlgs. 116/2020. Per quanto riguarda la classificazione dei residui derivanti dalla manutenzione del verde, viene innanzitutto ribadito che, in base all’attuale formulazione dell’articolo 185, comma 1, lettera f), sono esclusi dal campo di applicazione della disciplina in materia di rifiuti solamente “omissis la paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, gli sfalci e le potature effettuati nell’ambito delle buone pratiche colturali, utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana”.

Pertanto, in tutti gli altri casi diversi da quelli indicati, gli sfalci e le potature ricadono nella disciplina dei rifiuti salvo il caso in cui sia possibile qualificare tali residui come sottoprodotti, dimostrando la sussistenza delle condizioni previste dall’articolo 184-bis, in particolare (elencazione non esaustiva):l’imprenditore artigiano, prima di disfarsi del materiale vegetale come rifiuto urbano, potrà conferire sfalci e potature agli imprenditori agricoli per essere impiegati direttamente sui propri terreni, nell’ambito di buone pratiche agronomiche, secondo la disciplina dei sottoprodotti, in presenza delle condizioni di cui all’articolo 184-bis del Dlgs. 152 del 2006; l’imprenditore artigiano può destinare sfalci e potature alla produzione di energia, secondo le disposizioni di cui al Decreto ministeriale 13 ottobre 2016, n° 264 Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

Sulla classificazione dei residui derivanti dalla manutenzione del verde come rifiuti urbani o speciali, la circolare chiarisce che: I rifiuti prodotti nell’ambito di una attività di manutenzione del verde pubblico devono essere qualificati come rifiuti urbani; I rifiuti prodotti nell’ambito di una attività di manutenzione del verde privato effettuata da un’impresa devono essere qualificati come rifiuti speciali, I rifiuti prodotti nell’ambito di una attività “fai da te”, effettuata da privati, devono essere qualificati come rifiuti urbani. Inoltre, la circolare dispone che per classificare questi rifiuti, indipendentemente se urbani o speciali è possibile utilizzare il codice Eer (Cer) 20 02 01 non risultando utile nessuno degli altri codici previsti per i rifiuti speciali. In base a quanto illustrato per gestire gli sfalci e le potature come rifiuti, una azienda artigiana deve: effettuare l’iscrizione nella cat.2-bis dell’Albo Gestori Ambientali (art. 212 co.8); compilare il formulario identificazione rifiuto (Fir); compilare registro di carico e scarico (imprese con più di 10 dipendenti); effettuare la comunicazione Mud (imprese con più di 10 dipendenti). Asq Ambiente e Sicurezza è a disposizione per ulteriori informazioni, tel. 011.1967.2611, asqambienteesicurezza@cna-to.it

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