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giovedì, Gennaio 27, 2022

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 75

N° 5 - SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

Bellino e Biglia, in arte “Scialabà”

Nicoletta Biglia e Rita Bellino, ceramiste, Socie CNA, hanno inaugurato lo scorso 23 ottobre il loro nuovissimo show room e laboratorio creativo in via Goffredo Casalis a Torino, non lontano da dove è nato una quindicina di anni fa il loro sodalizio artistico. “Ci siamo conosciute per caso in piazza Benefica, al mercato, ad un banco di gioielli” racconta Nicoletta con il suo solito sorriso cordiale, disegnato sulle labbra. “Ci capitava sovente di ritrovarci lì, accomunate da una forte passione per i gioielli e per la moda. All’inizio ci davamo del lei. È stato amore a prima vista, artisticamente parlando”.

Affinità elettive, si potrebbe dire citando il quarto romanzo di Johann Wolfgang von Goethe, pubblicato nel 1809 e destinato ad illuminare la comprensione delle relazioni sociali e dei rapporti interpersonali. Entrambe torinesi, Nicoletta e Rita erano e sono entrambe residenti in prossimità di piazza Benefica e quello era da sempre il loro mercato rionale di riferimento. All’inizio, lavorare la ceramica era un hobby, una passione che entrambe avevano coltivato sin dall’adolescenza, facendo nel mentre altro come quasi sempre capita nella vita. Dopo il loro incontro, prendono a vedersi con una certa frequenza a casa di Rita. Qui iniziano, all’inizio per gioco la manipolazione e la pittura su ceramica condividendo un percorso creativo che si sarebbe sviluppato giorno dopo giorno e sarebbe poi diventato un lavoro.

“All’inizio andavamo a fare le cotture dei pezzi a Torino, in botteghe artigiane che con il tempo hanno poi cessato la loro attività. I primi eventi per presentare agli amici i nostri lavori erano tutti rigorosamente “casalinghi”. Ricordo che tra i nostri primi lavori c’erano delle piccole scatole in porcellana realizzate con la tecnica Scandinava” spiega Rita. “E’ una passione nata da ragazza quella della pittura su ceramica” racconta Nicoletta che sente di aver raccolto l’eredità artistica del nonno, pittore.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lei non ha fatto il liceo artistico, bensì le scuole magistrali. L’arte è stata una via di fuga durante gli anni dell’adolescenza. “La mamma di una mia compagna delle medie aveva un laboratorio artistico di ceramica a Torino. I miei primi passi li ho mossi lì. Poi la famiglia si trasferì e persi i contatti, ma quegli anni furono certamente decisivi”. Rita, invece, ha fatto studi ancora meno “artistici”, da segretaria d’azienda, ma sin da bambina coltiva una passione istintiva per il disegno. Una passione cresciuta nel tempo libero, da autodidatta.

Con gli anni hanno fatto dei corsi di formazione sulla lavorazione della ceramica e della porcellana, ma da artigiane cresciute in bottega entrambe ci tengono a sottolineare che “il segreto” della loro bravura è la pratica quotidiana: “Bisogna tenere sempre le mani impegnate. La manualità va coltivata”, dice Nicoletta che scherzando sottolinea come il periodo delle vacanze in cui il laboratorio rimane chiuso sia sempre un po’ critico perché poi bisogna togliere la ruggine dalle dita. “Ripetiamo i gesti a memoria, quando non lavoriamo, per tenere la testa attiva e non spegnere mai la fiammella della creatività”. L’inaugurazione dell’atelier di via Casalis, a fine ottobre, ha coronato un sogno coltivato a lungo. “Qui produciamo – raccontano – con il nostro modernissimo forno elettrico oggettistica e gioielli in ceramica, porcellana e gres”.

Un’attività alla quale si affiancano anche i corsi di formazione rivolti a uomini e donne, ma in futuro anche ai bambini: “Abbiamo già avuto richieste in tal senso”. In laboratorio c’è un’aula attrezzata dove si svolgono le lezioni di manipolazione, di smaltatura e di cottura a terzo fuoco. “Il terzo fuoco si lavora su un oggetto già fatto, da noi oppure su un oggetto di produzione esterna al laboratorio. Ci teniamo molto a sottolineare questo tipo di lavorazione perché ci caratterizza molto come artigiane e ci distingue da tanti altri laboratori” spiega Nicoletta. “Con cinque lezioni da due ore ciascuna si ottiene una prima infarinatura sul mestiere del ceramista. Poi c’è chi va avanti e chi si ferma lì” dice Rita. L’allievo più giovane? Due ragazze di 17 anni; il più anziano, ad oggi, è un gioielliere torinese sulla sessantina. Spesso si tratta di persone di Torino, ma non mancano studenti da Venaria Reale, San Mauro e Asti. E ci sono anche persone native di paesi lontanissimi. “Mi vengono in mente in questo momento una ragazza iraniana, una peruviana e una cubana” spiega Nicoletta. “I corsi si tengono al massimo con sei allievi in contemporanea, un po’ per motivi di sicurezza sanitaria, un po’ per poter seguire bene i nostri corsisti” dicono Rita e Nicoletta che sottolineano come in laboratorio si crei sempre un’atmosfera conviviale: “Nascono anche delle amicizie importanti. Il lavoro e la passione comune uniscono e noi due ne siamo la prova”.

Quella dei gioielli in ceramica e porcellana che oggi sono senz’altro una delle note più distintive di questo piccolo laboratorio artigiano torinese sono una storia nella storia. “Abbiamo iniziato con i gioielli in ceramica con tecnica scandinava, poi però abbiamo introdotto la manipolazione per realizzare dei pezzi più importanti e soprattutto unici. Volevamo reinterpretare il gioiello in modo estroso e creativo. Abbiamo sempre amato la moda, le sfilate, il dietro le quinte” raccontano. “Quando si sfila in passerella, in collaborazione con uno stilista, il gioiello tende spesso a sparire, per via delle proporzioni, e questo ci ha convinte sull’importanza di creare gioielli molto appariscenti, poco torinesi forse, ma capaci di farsi notare di distinguersi. Gioielli di carattere, insomma” commenta Nicoletta.

Fondamentale, nel percorso di crescita creativa delle due stiliste è stato l’incontro con Diego Dalla Palma, circa 5 anni fa, a Milano, per uno shooting per la maison di make up Nouba. La collaborazione era legata al lancio di un nuovo prodotto per il trucco e Dalla Palma aveva bisogno di un gioiello particolare per il servizio fotografico che sarebbe servito per la campagna pubblicitaria. “Per quella prima occasione, realizzammo un colletto importante in ceramica bianca (è quello indossato dalla modella a pagina 24, ndd), ma con lui abbiamo realizzato tre shooting nell’arco di un paio di anni” ricorda con orgoglio Nicoletta che dice sorridendo: “E’ una favola questo nostro lavoro, che viviamo giorno per giorno e facciamo crescere”.

Importanti quanto gli incontri professionali sono stati per Scialabà le partecipazioni artistiche a mostre ed eventi moda di richiamo nazionale e internazionale, come il Barolo Fashion Show, prima, e la Torino Fashion Week subito dopo, dove nel 2019 le due creative hanno ottenuto il premio speciale assegnato dal Banco di Cherasco. “Questi appuntamenti ci hanno fatto fare un bel salto in avanti sia in termini di visibilità che di continua crescita artistica, perché ogni evento è una sfida da superare e con le sfide si imparano sempre cose nuove”. “Speriamo di tornare nel 2022 ad una Fashion Week totalmente in presenza” si augurano Nicoletta e Rita: “Ci darebbe una bella carica e ci piacerebbe tanto tornare in passerella, dopo due anni di assenza”.

Scialabà ha anche esposto alle ultime tre edizioni della mostra della Ceramica di Castellamonte nella sezione ideata da CNA Federmoda dedicata ai gioielli ceramici e quest’anno, sempre, con CNA ha partecipato alla mostra To Asean Design al Museo d’arte orientale di Torino, collaborando con gli studenti dello Ied, e per il terzo anno consecutivo è stata presente alla fiera Euromineral Expo “che ci ha sempre dato dei bei risultati”.

La pandemia? “Anche quella è stata una sfida da superare”. L’ultimo evento in presenza, Scialabà l’aveva messo a segno il 7 febbraio 2020, un mese prima del grande lockdown, al Cinema Centrale di Torino, per i cento anni dalla nascita di Federico Fellini, partecipando con una sfilata alla presentazione di un libro di Goffredo Fofi e Gianni Volpi sulla vita del maestro. Per l’occasione, Scialabà aveva realizzato una collezione di gioielli dedicati ai grandi film di Fellini, come La Dolce Vita, La Strada, I Clowns. “Ricordiamo ancora la sala da 120 posti pienissima, poi si è fermato il mondo e siamo rimaste chiuse in casa come tutti, ma abbiamo continuato a seguire le nostre clienti e abbiamo aperto l’ecommerce – scialabajewels.com – e siamo entrate in Amazon, nella sezione dell’hand Made e oggi abbiamo dei clienti anche dall’estero, in Francia e Germania soprattutto”. “Siamo soddisfatte”, commentano, “gestiamo le spedizioni con un nostro corriere e curiamo molto il packaging”. Ancora una curiosità: “Durante il lockdown, alle nostre allieve abbiamo spedito gratuitamente un panetto di argilla da manipolare e appena è stato possibile riprendere le lezioni tutti hanno portato il loro oggetto per la cottura. È stato il nostro modo di tornare alla normalità”.

Progetti per il futuro? “Coinvolgere di più i bambini nei corsi e avvicinare allievi non nativi italiani con l’ausilio di un interprete madrelingua inglese. Vogliamo, inoltre, organizzare un calendario periodico di eventi serali in laboratorio, per attrarre nuovi tipi di pubblico. A novembre, per esempio, abbiamo organizzato due serate – il 5 e il 26 novembre – sul tema psicologia, benessere e creatività in collaborazione con il dottor Giancarlo Mirmillo, esperto di neuroscienze”. Presto però, annunciano, arriverà anche un bel defilé, in collaborazione con qualche stilista torinese (al.st). Si invitano i Soci CNA a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, astefanoni@cna-to.it

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