26.8 C
Torino
sabato, Maggio 28, 2022

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria. Anno 76

N° 2 - MARZO - APRILE 2022

Autotrasporto, applicazione obbligatoria dei costi indicativi di riferimento

Il cosiddetto Decreto legge Ucraina ha recepito le misure specifiche per l’autotrasporto concordate nel Protocollo d’Intesa sottoscritto dalle Associazioni di categoria tra cui Fita CNA con il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, lo scorso 17 marzo. Sul fronte emergenziale del caro gasolio che ha messo in ginocchio il settore, quindi, il decreto ha agito sia sul fronte economico che sul fronte normativo.

Sul primo fronte è stata introdotta una misura generalizzata di riduzione accise di 25 centesimi valida sia alla pompa che come extra rete, che va dal 22 marzo fino al 30esimo giorno successivo a tale data. Per tale periodo, le aziende in possesso di parco veicolare di categoria Euro 5 o superiore non potranno usufruire della consueta aliquota di rimborso delle accise, ma solo della differenza pari a 0.036 centesimo/litro.

E’ stata anche prevista l’istituzione, presso lo stesso Ministero, di un fondo di 500 milioni di euro specificamente dedicato al sostegno del settore autotrasporto, con l’obiettivo di mitigare gli aumenti eccezionali dei costi del carburante e dare ossigeno alle imprese. CNA Fita ha chiesto che questa misura compensativa riguardi anche le imprese di autotrasporto merci per conto di terzi con veicoli euro 5 ed euro 6 oltre le 7.5 tonnellate, che altrimenti rimarrebbero penalizzate dalla riduzione del rimborso accise. CNA Fita, infine, ha sollecitato che si concretizzi al più presto il percorso legislativo per rendere fruibili tali risorse.

Nel protocollo d’intesa, sul lato normativo invece, si è ottenuto che i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio dell’impresa siano aggiornati trimestralmente dal ministero e siano resi obbligatori per coloro che non hanno contratti scritti con la committenza; d’altra parte per i contratti scritti si è ottenuta l’introduzione dell’obbligatorietà della cosiddetta “clausola gasolio”, ossia dell’adeguamento delle tariffe alle variazioni del costo gasolio. Infine, a poche settimane dal precedente decreto legge, il Governo ha previsto l’estensione a tutte le imprese del credito di imposta per l’acquisto di elettricità e gas.

A febbraio 2022 si sono registrati incrementi fino ai 40 centesimi al litro (+ 75%) del prezzo industriale del gasolio (+ 30% rispetto al 2019 e +41% rispetto al 2018) che sommato al peso dell’accisa e dell’Iva (calcolata sull’importo determinato dalla somma del prezzo industriale e accisa), ha determinato un prezzo finale alla pompa che è arrivato a superare i 2 euro/litro (rispetto al 1,316 litro del 2020). Un dato che si sarebbe tradotto in un aumento di circa 15 mila euro annui per effettuare il pieno di un camion (considerando una media di 100 mila chilometri di percorrenza e 33mila litri l’anno). Va sottolineato che per le imprese di autotrasporto il solo costo del gasolio incide per oltre il 30% dei costi totali di gestione; è quindi evidente in che misura questa voce incida sui margini di guadagno delle imprese.

Ancor più significativo e consistente è stato l’aumento del prezzo del metano per autotrazione, il quale ha evidenziato, una maggiorazione pari quasi al 100%. Per paradosso, trattasi di una stangata che finisce col penalizzare le imprese che hanno effettuato investimenti green, acquistando veicoli a metano.

Questi provvedimenti quindi consentiranno alle imprese di autotrasporto, che in dieci anni sono diminuite di circa 30 mila unità a causa della grande difficoltà a ribaltare gli incrementi dei costi di gestione sull’utenza finale e dei costi di gestione più cari d’Europa, di difendersi rispetto alla concorrenza rumena o ai tedeschi, spagnoli e francesi. Info: Fita CNA, cspataro@cna-to.it

Ultimi Articoli