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Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Luglio-agosto 2018

Fondato nel 1946

Storie

Dalla piccola Carignano, Dario e Valter Novajra hanno conquistato il mercato nazionale di settore

La bellezza dell’Italia passa dalle insegne

L’attenzione al cliente e prodotti di comunicazione visiva «sartoriali» sono la ricetta del successo

Sul ruolo strategico della piccola impresa in Italia, Dario Novajra ha le idee molto chiare, così come sul modo in cui si dovrebbe operare tutti quanti per fare davvero grande questo nostro Paese: «Tratta sempre gli altri come vorresti essere trattato tu», dice sorridendo e precisando che non si tratta certo di «un dogma religioso», ma di una buona prassi che fa bene all’azienda, alle persone che ci lavorano dentro e ai clienti. Dario è il titolare, insieme al fratello Valter, della Antiche Insegne Srl, una piccola azienda con sede a Carignano nata nel 2000 con l’obiettivo iniziale di produrre una ventina di insegne artistiche al mese, dal fascino retrò, e di avere un bacino d’utenza provinciale. Un’attività quasi sperimentale da affiancare a quella portata avanti da tempo da Valter nel settore pubblicitario e della comunicazione visiva al servizio delle aziende che però, passo dopo passo, è diventata totalizzante e vincente. Nel giro di pochi anni dalla nascita del progetto, infatti, l’azienda è arrivata a produrre oltre 200 insegne al mese e a venderle in tutta Italia, ma anche fuori grazie ad una rete di 500 rivenditori. «Le nostre insegne - racconta Dario - si trovano oggi in Norvegia, Francia, Australia, Stati Uniti, Germania, Repubblica Ceca, Russia, Grecia, Spagna, Lussemburgo» e in molti altri paesi ancora. «Una nostra insegna a maggio è stata installata in Florida».

 

Qui, un noto comico italiano, insieme ad un socio, ha aperto da tempo un ristorante. «Il cliente ci ha raggiunti tramite Internet. Voleva un’insegna rigorosamente italiana, fatta ad arte, e pochi giorni fa (alla data dell’intervista, 7 giugno 2018, ndd) ci ha inviato per email alcune immagini per testimoniarne l’installazione e il gradimento». «Lavoriamo poco sui social network, certamente meno di quanto dovremmo», dice Dario, parlando anche a nome del fratello, ma poi precisa di aver sempre creduto e investito sulla rete delle reti, dotandosi di un sito web efficace. Del resto, la rete porta oggi molto lavoro in azienda. «È cambiato l’approccio. Prima andavamo a cercare i negozi uno per uno e ci proponevamo ai clienti. Oggi anche grazie a Internet, e alle fiere all’estero, sono soprattutto i clienti a cercare noi». Racconta Dario: «Ogni giorno arrivano in azienda un tot di email che diventano tanti preventivi e magari 5 clienti accontentati. Ogni anno aumentiamo di poco il fatturato dopo averlo però dimezzato negli anni più bui della crisi. Oggi il 20% dei nostri clienti è in Piemonte, il 75% nel resto d’Italia e il 5% nel resto del mondo, dove però le marginalità sono più alte che qui». Con il passare degli anni e soprattutto a seguito della crisi economica i margini si sono ridotti. «Il mercato, del resto, è sovrano. Oggi si lavora molto di più per portare a casa poco di più». Per questo, bisogna muoversi su tutti i canali: «Internet, social network, telefonate, email e bisogna saper accogliere i clienti che vengono a trovarci in azienda». E per questo c’è anche Ugo. «Ugo accoglie le persone e lavora con noi e per noi» dice Dario sorridendo. «Ugo è stato fatto da uno scenografo di Torino che lavora per il cinema. È così perfetto che alcuni clienti credono di vederlo muoversi.

 

Ugo però è un manichino con il volto e le mani in silicone. Quando arriva il cliente, Ugo fa in qualche modo l’accoglienza. I primi due minuti li passiamo sempre a parlare di lui e questo fa abbassare le difese del cliente. Ci aiuta a predisporlo alla vendita. Non parliamo né di soldi né di sconti e nemmeno dell’insegna. Poi, il cliente di solito tira fuori un pezzo di carta con una sua idea e mentre gli facciamo visitare l’azienda - spesso è anche in compagnia della famiglia - il nostro grafico ha il tempo di sviluppare in tranquillità un primo bozzetto che sarà poi oggetto della trattativa, davanti ad una buona tazza di caffé. Il cliente che viene a trovarci è molto importante per noi e va trattato con i guanti: nel 90% dei casi compera». Per questo la visita dell’azienda è fondamentale: «Il cliente vede come lavoriamo e ne rimane sempre affascinato». «Il valore aggiunto del prodotto è fatto di tecnologie, di persone e di saper fare e tutto questo è sotto i suoi occhi». Poi ci sono le telefonate che normalmente si traducono in lavoro nel 50% dei casi e, infine, le email che sfociano nel 25% circa dei casi in una commessa. Comunque, precisa Dario, ogni contatto è prezioso e tutti vanno sempre trattati bene, con rispetto e con attenzione. «A volte si sta seminando per il futuro, come quando si va in fiera». La cura del cliente per Antiche Insegne è quasi maniacale, nel senso più nobile della parola. «Al di là della garanzia europea di due anni, noi rispondiamo sempre su un eventuale errore di lavorazione. Perché su ogni nostra insegna c’è il nostro nome e quel nome è un biglietto da visita per altri clienti».

 

Antiche Insegne, azienda associata e convenzionata con CNA Torino, insignita del marchio Eccellenza Artigiana dalla Regione Piemonte nel 2006, è la classica azienda artigiana famigliare evoluta: cinque dipendenti, più i due soci direttamente impegnati in azienda, circa 1250 metri quadri di superficie su due piani immersi nel verde della campagna torinese, più l’officina per i lavori di carpenteria e il reparto verniciatura. La nuova sede è stata inaugurata tra il Natale 2009 e i primi di gennaio 2010. «Con mio fratello siamo soci fin dalla nascita», dice sorridendo Dario. «Tutte le difficoltà di una società si risolvono grazie al rapporto solido tra due fratelli. Ognuno ha il suo spazio, tutto però viene sempre condiviso e se una scelta non piace ad entrambi non viene fatta». Ogni fase della lavorazione dell’insegna viene realizzata in azienda a partire da fogli di alluminio trattato in superficie: dalla seppiatura, alla stampa digitale, dal taglio a fresa alle varie lavorazioni manuali (bordatura, bombatura e altre svariate lavorazioni di carpenteria ad hoc su richiesta del cliente), dalla verniciatura a forno alla consegna al cliente in kit di montaggio oppure, se richiesto, al posizionamento sul posto. «Mettiamo sempre il cliente nelle condizioni di poter risparmiare, specificando ogni voce di costo aggiuntiva». Di suo fratello, Dario ha grande rispetto e ammirazione: «Entrambi abbiamo fatto il liceo artistico. Quello bravo però era lui. Io vivevo di rendita grazie ai suoi appunti. Lui è il genio di famiglia, io sono il mastino. Lui è quello che ha le idee, io quello che le realizza con determinazione e sempre e solo grazie al suo aiuto». La grafica è il cuore dell’azienda che si distingue da sempre per la ricercatezza dei suoi prodotti e per la loro unicità. «Ogni nostra insegna è un abito su misura. Realizziamo anche insegne in vetro con foglia d’oro zecchino a 24 carati. Forse siamo rimasti in due in Italia a saper fare questo tipo di lavorazione e l’altro è a Venezia».

 

Antiche Insegne è un mix vincente di artigianalità e tecnologia, di sapere manuale e competenza digitale. «L’insegna dipinta a mano viene ormai realizzata molto di rado perché in azienda siamo in grado di farla solo io e mio fratello. La data di consegna verrebbe spostata molto in avanti nel tempo. Più frequentemente, invece, realizziamo il restauro di vecchie insegne». L’azienda è inoltre un punto di riferimento per molte produzioni cinematografiche e agenzie di comunicazione: «Abbiamo realizzato insegne per il cinema e la pubblicità», racconta Dario. Così, mentre le loro insegne viaggiano per l’Italia e per il mondo attraverso il grande e il piccolo schermo e soprattutto i tanti negozi che le hanno adottate, loro si dichiarano tipicamente «endemici», saldamente ancorati al territorio. «Siamo certamente all’ottava generazione in Carignano, ma non siamo mai stati una famiglia ricca. Tutto quello che nostro papà ci ha potuto lasciare è stato il buon senso, il buon senso unito all’onestà». Un’onestà così radicata che pervade ogni attimo della vita di questa piccola azienda: «Se commettiamo un errore non sbagliamo solo come impresa, mettiamo in crisi i nostri dipendenti e le loro famiglie». Per quest’ l’azienda è cresciuta passo do passo, senza fretta, consolidando attentamente ogni risultato, prendendo a riferimento ogni consiglio, utilizzando l’esperienza professionale dei vecchi battilastra, di artigiani e restauratori. Poi, però, c’è la tecnologia, all’avanguardia, e una certa idea di fare impresa che è diventata l’elemento distintivo di Antiche Insegne: la volontà di contribuire a rendere più belli i centri storici e le vie delle città d’Italia e del mondo.

 

Il loro lavoro ha solide referenze bibliografiche. In ufficio hanno praticamente tutti i libri che sono usciti in Italia sulle antiche insegne. A questi modelli che vanno dalla fine Ottocento agli anni ‘40 e ‘50 del Novecento si ispira gran parte della loro produzione e ne hanno decretato nel tempo il successo. Sono lo specchio di un’Italia forse un po’ nostalgica, ma che è immortalata nella testa, negli occhi e nel cuore di tutti. «Siamo molto fieri del nostro lavoro e della nostra capacità di soddisfare le esigenze di clienti che si trovano anche a migliaia di chilometri da Carignano» spiega Dario che precisa: «Nel nostro piccolo abbiamo sempre cercato di andare un po’ più in là degli altri». «Certi lavori per noi sono una sfida. Dobbiamo sempre metterci alla prova per capire se riusciamo a fare qualcosa di nuovo. Alcuni lavori li prendiamo così, perché un italiano non deve mai dire di no. Lavorando abbastanza frequentemente con l’estero ci rendiamo conto della non sempre buona impressione che altri connazionali hanno lasciato in giro del nostro Paese: questo ci fa soffrire e ci fa sentire responsabili di dover dare sempre il meglio di noi stessi». E il rapporto con i dipendenti? «È ottimo. Siamo un’azienda fatta di persone non di ruoli. Lavorando in questo modo siamo cresciuti. Solo chi lavora ed è sul campo può dare il consiglio migliore e solo quando c’è un buon rapporto personale i buoni consigli emergono e questo favorisce una crescita continua delle persone e dell’azienda». La crisi? «È arrivata per tutti ed è arrivata anche per noi.

 

Avevamo però, per fortuna, già consolidato la nostra azienda sul mercato. Avevamo già fatto l’investimento sulla nuova sede e internalizzato tutte le lavorazioni. Abbiamo così potuto ridurre i costi di lavorazione, migliorare la qualità e ridurre i tempi di consegna diventando leader sul mercato». Il 2012 è stato, in assoluto, l’anno più duro. «Tra febbraio e marzo, mio fratello ed io ci siamo autoridotti lo stipendio al livello del compenso più basso dei nostri dipendenti. E abbiamo usato per la prima volta la cassa integrazione a rotazione. Quando chiedi un sacrificio devi essere disposto a farlo. Non volevamo attingere al credito bancario per non finire inghiottiti in quella spirale negativa che ha portato alla cessazione tante altre imprese». Sul ruolo dell’azienda e sul rapporto che si deve instaurare con il cliente, Dario ha un’idea ben precisa che, forse, è proprio alla base della sua tenuta sul mercato anche negli anni più bui: «L’azienda non è solo un collettore di denaro. Deve essere un partner del cliente. Dargli tutte le informazioni possibili e tutto il supporto necessario. Detto questo noi le insegne non le regaliamo e forse sono anche più costose di altre, ma sotto una certa soglia di qualità abbiamo deciso di non andare perché vogliamo dare solo il meglio. L’insegna è un biglietto da visita per il cliente: comunica la qualità del servizio e del prodotto che si troverà dentro il negozio. Per questo le nostre insegne hanno un’anima, perché raccontano delle storie. Non sono solo dei pezzi di metallo» (al.st). Si invitano i Soci della CNA Torino a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, astefanoni@cna-to.it

Dario e Valter Novajra mostrano

una delle loro insegna davanti alla sede dell’azienda a Carignano

Sopra, «Ugo», il manichino che «accoglie» i clienti in azienda; sotto, due fasi delle lavorazioni eseguite anche a mano per la sagomatura delle insegne pubblicitarie

 

In alto, particolare di lavorazione di insegna a foglia d’oro zecchino; in basso, la sede dell’azienda

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