seguici su

Media partner:

Periodico web e cartaceo dell'Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria

Gennaio-febbraio 2018

Fondato nel 1946

Intervista

L’arte del ferro secondo Guarini e Rossero

Dalle riparazioni meccaniche alle sculture

Mec Arte, nata nel 2011, sta crescendo nel mondo della creatività grazie a numerose mostre

Mec Arte, ovvero Meccanica e Arte insieme al servizio delle imprese, ma anche dei professionisti e degli amanti delle cose belle e uniche: è questo il nome, che è tutto un programma, dell’azienda famigliare associata alla CNA Torino, con sede a Carmagnola, fondata a novembre 2011 da Ivana Guarini e Valter Rossero. L’azienda capitalizza la lunga esperienza professionale dei due titolari, che nella vita sono marito e moglie, e nasce per occuparsi di meccanica industriale e riparazioni di macchinari speciali (per fornaci di mattoni, fabbriche di vernici, aziende che riciclano plastica e recuperano metalli), ma anche per effettuare piccoli lavori di carpenteria in ferro: cancellate, ringhiere e gazebo ma solo con un taglio artistico, progettate insieme al cliente o trasformate partendo da manufatti storici esistenti in presenza di un committente dai gusti ricercati. «Di lavorazioni standard in ferro - spiega Rossero - se ne fanno già abbastanza e non desideriamo entrare in questo mercato». Ed è proprio a partire da queste lavorazioni che inizialmente occupavano una parte marginale del fatturato complessivo dell’azienda che è nata la recente deriva artistica della Mec Arte, una deriva di fatto fortemente anticipata nel nome stesso e che ha preso forma dall’incontro di due anime creative dotate di abilità differenti e complementari. Ma procediamo per gradi. Attualmente la Mec Arte lavora in un contesto esclusivamente regionale, anche se negli anni passati erano frequenti le trasferte in giro per l’Italia al servizio di clienti certamente più grandi ma che si sono anche rivelati cattivi pagatori e che sono stati poco alla volta allontanati, in modo non sempre indolore.

 

Di fatto, la Mec Arte ha preso vita sull’esperienza di una precedente azienda di manutenzioni meccaniche nata negli anni Ottanta su iniziativa di Valter e che lavorava molto nell’indotto Fiat per la depurazione delle acque utilizzate nei cicli di lavorazione industriali. «Impianti da me progettati sono finiti persino in Russia e in Vietnam», rivendica con orgoglio Rossero che è un ex allievo Fiat con la qualifica di disegnatore progettista e ha iniziato a lavorare in proprio a partire dagli anni Settanta dopo una parentesi da operaio specializzato in valle di Susa. Rossero ha persino avuto un passato da venditore di estintori, attività che ha svolto come secondo lavoro essendo compatibile con quella da operaio. Il mercato della sicurezza antincendio stava nascendo e c’erano ampi spazi di crescita: «I miei clienti forti furono gli istituti di suore e le Asl: li rifornivo degli estintori e mi occupavo della manutenzione semestrale. Le suore, in assoluto, erano le clienti migliori. Pagavano sempre alla consegna». Ivana, invece, si è occupata per molto tempo di recupero e rigenerazione di materie plastiche al fianco del padre che è stato uno dei pionieri del settore a livello piemontese. «Mio papà, Bruno Guarini, faceva l’autotrasportatore», racconta. «Lavorava a Chieri per la Arco Plastica e per molte tessiture. Ad un certo punto iniziò a ragionare sul fatto che trasportando alcune tipologie di prodotti si ritrovava a gestire molti scarti di materie plastiche che per conto delle aziende clienti doveva poi conferire presso alcune aziende di Milano che si occupavano di riciclo. Capì così che raccogliere gli scarti plastici per conto delle aziende torinesi poteva essere un lavoro molto remunerativo, soprattutto se la raccolta e il trasporto venivano studiati nei minimi dettagli per ottimizzare il carico del camion.

 

Allora prese un capannone in affitto per suddividere gli scarti per tipologia e iniziò a macinarli con delle macchine speciali per ridurre i volumi: quel materiale, selezionato e sfarinato, era prezioso e poteva essere facilmente mescolato alla plastica nuova per lo stampo di paraurti per le automobili e altri oggetti di produzione industriale, con una forte riduzione dei costi dei prodotti finiti. Era nata la Europlastic che ancora oggi viene gestita da mio fratello. Bruno Guarini fu, tra l’altro, uno dei primi Soci della Sede territoriale della CNA di Chieri: Ivana ricorda ancora quando, nel 1967, diede una mano a sistemare i nuovi uffici (Bruno è mancato 19 anni fa, esattamente il 16 gennaio, giorno in cui è stata rilasciata questa intervista, ndd). Dopo aver mosso i suoi passi nel mondo del riciclo, Ivana Guarini scopre di avere una vena artistica a metà anni ‘90 dopo l’incontro con Valter. «La Mec Arte ancora non esisteva - racconta Ivana - e Valter si ritrovò a fare in sequenza alcuni lavori di manutenzione molto particolari sulla cancellata di un castello di Nichelino e per la villa di un architetto a San Secondo di Pinerolo. Quando vidi il risultato mi emozionai a tal punto che iniziai anche io a cimentarmi con le lavorazioni artistiche in metallo». E Valter, sorridendo, aggiunge: «Ivana è molto brava a disegnare e riesce a proporre al cliente un progetto che può essere modificato e implementato sulla carta prima della sua realizzazione finale e questo aiuta a sviluppare idee più interessanti delle mie». Ivana spiega che la rosa è uno degli elementi stilistici che più caratterizza le sue creazioni e precisa che Mec Arte è anche la risposta diciamo «generazionale» di chi è innamorato del metallo come materiale da lavorare, ma ha la consapevolezza che gli anni passano e che progressivamente certe lavorazioni «non saremo più in grado di eseguirle perché troppo faticose».

 

Insomma, Mec Arte sta «incubando» passo dopo passo un vero e proprio ramo d’azienda mentre le manutenzioni industriali ancora rappresentano core business dell’azienda». Ma quando Mec Arte si occupa di arte cosa accade? «Le nostre tecniche di lavorazione - racconta Ivana - sono quelle tipiche del ferro battuto, eseguite interamente a mano, talvolta con l’ausilio di piccoli utensili: il ferro viene scaldato e battuto, poi si fanno delle saldature per le giunzioni e si eseguono lavorazioni di finitura come la molatura e la lucidatura». Negli ultimi tempi la «coppia di ferro» si sta concentrando sui complementi d’arredo e sulle piccole opere d’arte come l’abito-scultura in metallo recentemente esposto con CNA alla mostra I Love IT presso la manifattura Aurora in occasione di Torino City of Design e Contemporary Art. La prima esposizione artistica Mec Arte l’ha fatta in occasione del Natale a Lusiglié nel 2012: «Avevamo esposto un tavolo in ferro e vetro, delle lampade, degli Alberi di Natale in ferro e il ritratto in ferro di un poeta crepuscolare piemontese» dice Ivana. E’ stato l’inizio di una lunghissima serie. Nel 2014, l’azienda era al Castello degli Acaja a Fossano alla mostra «Il libro e la rosa» ed ha realizzato la griglia in ferro da carpenteria per il Muretto della Cultura di Fossano (2015) che cresce anno dopo anno come quello di Alassio. Con CNA, Mec Arte ha poi esposto a tutte e tre le edizioni della Fiera dell’Artigianato presso l’Industrial Village di Cnh a Torino (2015-2016-2017). A primavera dello scorso anno, Ivana e Valter erano invece stati ospiti a Padova al Mag (Mediolanum Artist Gallery): il Presidente della giuria era Vittorio Sgarbi e il curatore della mostra lo storico e critico d’arte Giorgio Grasso. A luglio hanno, invece, partecipato al Premio internazionale d’arte contemporanea «Arte senza confini» presso il Castello della Valle di Fiumefreddo Bruzio (Cosenza).

 

A settembre erano a Livorno, al raduno nazionale delle Bmw Z3 (le mitiche spider della casa di Stoccarda) organizzato dal club «Z3mendi» a cui sono associati: Valter possiede, infatti, una Bmw Z3 del 1997. E in quell’occasione la coppia ha donato una borsa in ferro rivestita in pelle con il logo del club Z3mendi ad un’associazione livornese che assicura un ricovero ai genitori di bambini affetti da patologie che richiedono cure lontano da casa. Dal 2 al 30 giugno, Mec Arte sarà invece ospite alla «Collettiva internazionale d’arte a Mezzojuso» in provincia di Palermo, su invito di un’associazione culturale. Chi sono, oggi, i clienti della Mec Arte? «Privati amanti dell’arte contemporanea, ma cerchiamo al contempo di instaurare rapporti di collaborazione con architetti e progettisti per raggiungere attraverso di loro clienti sofisticati con una elevata capacità di spesa» conclude Ivana, evidenziando che vorrebbe anche esporre le sue opere presso selezionati negozi di elementi d’arredo di design e affittare le sue grandi sculture in ferro per feste e manifestazioni: e in questo caso i clienti potrebbero essere alberghi, ville padronali, location per matrimoni (al.st). Si invitano i Soci della CNA Torino a raccontare la propria esperienza imprenditoriale a Corriere Artigiano: tel. 011.1967.2152-2121, astefanoni@cna-to.it

Ivana Guarini e Valter Rossero in posa tra le opere d’arte esposte nello show room della Mec Arte, a Carmagnola

Una rosa in ferro smaltata, uno dei simboli dell’espressione artistica

di Ivana Guarini

In alto, Ivana Guarini vicino al «Trono di Sara» durante l’esposizione all’Industrial Village di Torino nell’ottobre scorso; accanto, la lavorazione finale della seduta da parte di Valter Rossero.Sotto, due grandi sculture in ferro spazzolato nate nell’atelier Mec Arte:

il leone e la lampada pesce

Cookie Policy - CNA Editrice Srl, via Millio 26 - 10141 Torino | P.iva 07651210010 | Scrivi alla redazione  editrice@corriereartigiano.it